Roberto Mancini si racconta, a distanza di pochi mesi dal fallimento della mancata qualificazioni al Mondiale in Qatar del 2022. La vittoria dell’Europeo di appena un anno fa è già un lontano ricordo. Inutile negarlo, anche l’allenatore è finito sul banco degli imputati a causa di alcune scelte discutibili, dopo una fase di valutazione l’allenatore ha deciso di continuare il progetto. Le prime partite del nuovo corso sono state molto altalenanti, Mancini ha valutato altri calciatori e su tutti si è messo in evidenza Gnonto.
Il Ct Mancini è tornato a parlare e, a La Gazzetta dello Sport, sono stati affrontati argomenti interessanti. Sulla tentazione di lasciare dopo aver vinto l’Europeo o dopo l’eliminazione dal Mondiale: “più la seconda volta: mi sono trovato in una situazione molto difficile. Un po’ ci ho pensato dopo Wembley, ma c’era il Mondiale a poco più di un anno”.
Sulla mancata convocazione di Balotelli per le gare con Svizzera e Irlanda del Nord: “prima di giocare con la Svizzera avevamo avuto dieci infortunati, fra cui Immobile: per una partita così, in un momento della stagione faticoso, chiamare Mario ci poteva stare. Ma gli errori si fanno sempre, anche quando le cose vanno bene”.
Sul futuro: “se servirà, non avremo problemi a cambiare tipo di gioco per favorire gli attaccanti: possiamo valutare anche di giocare con due punte invece che con una centrale e due esterni. Si può lavorare pure sulla difesa a tre: non si vince per forza con un solo sistema. Ma recuperando Chiesa, e con Berardi in più, si può continuare anche così… Quel che conta è avere gente che giochi ad alto livello e arrivare al gol con il gioco, come abbiamo sempre fatto”.
“Da quando sono c.t. ho sempre avuto un obiettivo: vincere Europeo e Mondiale. Un anno fa, con la coppa in mano, mi ero detto: “Ne vinciamo uno dietro l’altro”. Pensavo a questo Mondiale, evidentemente non era questo. Ma continuo a pensare che ne vinceremo uno, sì”.
