Maldini chiama Guardiola per la Nazionale: incontro a Barcellona, il sogno azzurro diventa una trattativa

Paolo Maldini e Leonardo hanno presentato al tecnico catalano un progetto quadriennale per ricostruire l’Italia, dalla Nations League al Mondiale 2030

Quella che inizialmente sembrava soltanto una suggestione estiva ha assunto i contorni di un tentativo concreto. Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico della Nazionale, e Leonardo, advisor della Federcalcio, hanno avviato i contatti con Pep Guardiola per verificare la disponibilità dell’allenatore catalano ad assumere l’incarico di commissario tecnico dell’Italia.

Il passaggio decisivo sarebbe avvenuto durante lo scorso fine settimana a Barcellona, dove Maldini e Leonardo hanno incontrato Guardiola e gli hanno illustrato personalmente il nuovo progetto tecnico azzurro. L’esistenza del vertice, inizialmente emersa attraverso alcune immagini circolate sui social, è stata verificata e ricostruita da Sky Sport. L’incontro si sarebbe sviluppato nell’arco del weekend, con un confronto approfondito sul futuro della Nazionale e sulle condizioni necessarie per avviare una rifondazione complessiva del calcio italiano.

Non c’è ancora un accordo e non è arrivato il sì del tecnico spagnolo. La novità più importante, però, è che Guardiola non rappresenta più soltanto un nome evocato negli ambienti federali: ha ascoltato la proposta, approfondito il progetto ed è ora chiamato a fornire una risposta ufficiale. Maldini e Leonardo, secondo gli ultimi aggiornamenti, sono in attesa della sua decisione mentre la negoziazione rimane aperta.

Il progetto presentato a Guardiola: non soltanto il ruolo di CT

La proposta avanzata dalla nuova dirigenza federale non riguarderebbe esclusivamente la guida tecnica della Nazionale maggiore. Maldini e Leonardo vorrebbero affidare a Guardiola un ruolo centrale nella costruzione di un vero e proprio “Progetto Azzurro”, destinato a coinvolgere anche le selezioni giovanili, la metodologia di lavoro e l’identità calcistica dell’intero movimento.

L’orizzonte indicato sarebbe quadriennale. Il primo obiettivo consisterebbe nel tornare competitivi in Nations League, costruendo successivamente una base solida in vista degli Europei del 2028. Il traguardo principale sarebbe però il Mondiale del 2030, competizione alla quale l’Italia vuole arrivare con una struttura completamente rinnovata e con un gruppo cresciuto all’interno di una filosofia tecnica riconoscibile.

Proprio questa dimensione più ampia potrebbe rappresentare l’argomento utilizzato da Maldini per convincere Guardiola. Il catalano non riceverebbe soltanto l’incarico di selezionare e allenare i migliori calciatori italiani, ma potrebbe diventare il riferimento di una trasformazione culturale e metodologica. Una sfida diversa rispetto a quelle affrontate nei club, dove ha costruito cicli vincenti con Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City.

La presenza di Maldini può avere un’importanza determinante. Tra l’ex capitano della Nazionale e Guardiola esiste un rapporto di stima che risale almeno al 2009, quando il tecnico, dopo la conquista della sua prima Champions League con il Barcellona, dedicò pubblicamente il successo proprio alla leggenda del Milan, che aveva da poco concluso la carriera.

Negli anni successivi Maldini non ha mai nascosto la propria ammirazione per il calcio di Guardiola. In un’intervista del 2018 aveva già espresso il desiderio di poter lavorare un giorno con lui, precisando però che avrebbe voluto essere personalmente a chiamarlo. Otto anni dopo, quella dichiarazione ha assunto un significato particolare: Maldini si trova realmente nella posizione di poter proporre al catalano la guida della squadra azzurra.

Guardiola possiede inoltre un legame personale con l’Italia. Da calciatore ha indossato le maglie di Brescia e Roma, stringendo un rapporto molto forte con Carlo Mazzone e conoscendo direttamente l’ambiente della Serie A. Anche questo elemento potrebbe rendere la proposta azzurra più affascinante rispetto ad altre opportunità professionali.

Il problema principale non sembra essere esclusivamente economico. Guardiola ha appena concluso una lunghissima esperienza al Manchester City e ha manifestato l’intenzione di fermarsi, dedicando tempo alla famiglia e alla vita lontana dalla pressione quotidiana delle competizioni.

Poco prima dell’incontro con Maldini e Leonardo, il tecnico aveva ribadito di non sentire ancora il desiderio di tornare immediatamente in panchina. “Mi sono preso una pausa, poi capirò cosa fare”, aveva spiegato Guardiola. La proposta italiana sarebbe stata ascoltata con interesse, ma non avrebbe ancora modificato la sua posizione iniziale.

Il lavoro del commissario tecnico, tuttavia, presenta ritmi differenti rispetto alla gestione quotidiana di un club. La possibilità di guidare per la prima volta una Nazionale, senza affrontare ogni settimana campionato e coppe europee, potrebbe offrire a Guardiola un compromesso tra il desiderio di rallentare e la volontà di accettare una nuova sfida professionale.

A rendere ancora più concreta l’operazione sono state le parole del presidente della Figc, Giovanni Malagò, che ha confermato pubblicamente l’esistenza del dialogo con Guardiola. Il numero uno federale ha giudicato “giusto e importante aprire un dialogo” con l’allenatore e mantenerlo “vivo” e “caldo”, pur sottolineando che l’esito dell’operazione rimane incerto.

Malagò ha riconosciuto la presenza di ostacoli finanziari e di budget, lasciando però intendere che, davanti a un profilo del livello di Guardiola, la Federazione potrebbe valutare delle eccezioni. Non si tratterebbe quindi di adeguarsi alle cifre percepite dal tecnico durante la sua esperienza al Manchester City, ma di costruire un’intesa sostenibile attraverso il coinvolgimento del sistema federale, degli sponsor e, potenzialmente, della Lega Serie A.

Il presidente federale ha comunque chiarito che il campo non è limitato a Guardiola. I colloqui con gli altri candidati sono già iniziati e la scelta finale dovrà essere condivisa con Maldini e Leonardo. La pista catalana è la più prestigiosa e affascinante, ma non può ancora essere considerata la più probabile.

Pirlo e Mancini restano le principali alternative

In caso di risposta negativa da parte di Guardiola, la Figc dovrà rivolgersi agli altri profili inseriti nella propria lista. Tra questi continua a occupare una posizione importante Andrea Pirlo, considerato vicino alla filosofia calcistica e alle idee di rinnovamento sostenute da Maldini e Leonardo.

Rimane in corsa anche Roberto Mancini, che conosce profondamente l’ambiente federale e ha già guidato l’Italia alla conquista dell’Europeo. Più defilate, secondo le ricostruzioni delle ultime ore, appaiono altre candidature, mentre la decisione dovrebbe arrivare in tempi relativamente brevi per consentire al nuovo commissario tecnico di programmare i prossimi impegni.

La candidatura di Guardiola, dunque, resta difficile ma non impossibile. Il tecnico non ha chiuso la porta, Maldini continua a lavorare attraverso il rapporto personale costruito negli anni e la Federazione ha deciso di spingersi oltre i normali limiti economici pur di verificare fino in fondo la fattibilità dell’operazione.

La palla è adesso nelle mani di Pep Guardiola. Il catalano deve decidere se proseguire il proprio periodo di pausa oppure accettare una delle sfide più complesse e affascinanti della sua carriera: ricostruire la Nazionale italiana e restituirle un’identità tecnica capace di durare nel tempo.

Per Maldini, convincerlo rappresenterebbe molto più della scelta di un allenatore. Sarebbe il primo grande segnale della nuova gestione tecnica federale e la dimostrazione della volontà di affidare il rilancio azzurro a una figura capace di influenzare non soltanto i risultati della prima squadra, ma l’intero sistema calcistico nazionale.

Al momento non esiste una fumata bianca. Esistono però un incontro, una proposta articolata, una trattativa confermata e una risposta ancora attesa. Il sogno Guardiola, almeno per ora, rimane vivo.