Ieri sera nel corso del programma ‘Le Iene‘, andato in onda su Italia 1, è stato trasmesso uno splendido servizio, a cura di Nina Palmieri, che ha raccontato una vicenda davvero particolare. La storia in questione è quella di Chiara, una ragazza normalissima, con un leggero ritardo cognitivo (non riusciva a rendersi conto dei pericoli che la circondavano), vittima di un fidanzato violento. Una sera Chiara conosce il suo ‘carnefice’, Maurizio Falcioni, un uomo più grande di lei, conosciuto per aver fatto “qualsiasi tipo di cosa e utilizzato qualsiasi tipo di sostanza” (parole del padre della ragazza), del quale si innamora. Nonostante il parere contrario del padre, vista la ‘fama’ dell’uomo, e diverse inutili denunce, Chiara (ricordiamolo, totalmente ignara del pericolo) si fa convincere ad andare a vivere a casa di Falcioni. Dopo un po’ di tempo, la ragazza si stufa e decide di lasciarlo. Scatta dunque la violenza: Falcioni, sotto effetto di cocaina e cannabinoidi, perde la testa dopo averla ‘scoperta’ a chattare con un amico. L’aggressione che ne segue è brutale: Falcioni lancia la tv fuori dalla finestra, poi colpisce Chiara ripetutamente alla testa, finchè non perde i sensi, ma la violenza continua anche dopo.
Quando la ragazza viene portata all’ospedale in fin di vita, diversi dottori si rifiutano addirittura di operarla, viste le condizioni critiche in cui versa. L’operazione alla fine viene eseguita e Chiara vive 4 lunghi mesi di coma, stesa su un letto di ospedale in una stanza piena di oggetti e poster della sua squadra del cuore, la Lazio. Proprio l’amore (quello vero questa volta) per i biancocelesti la aiuta a risvegliarsi. Il padre era solito mostrarle le partite attraverso un tablet, senza mai ricevere alcuna risposta dalla figlia. Un giorno però, dopo un gran gol di Felipe Anderson in Torino-Lazio, quasi fosse un miracolo, Chiara si gira verso il padre sorridendogli, come a dire: “abbiamo fatto gol!“. Un piccolo lieto fine calcistico, in una storia di grande sofferenza.
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