Correa strozza l’urlo del Milan, la Lazio si salva in extremis: la squadra di Gattuso non sa soffrire

Nonostante le numerose assenze il Milan rischia di prendersi tre punti pesantissimi all'Olimpico, la Lazio però si salva nel recupero grazie a Correa

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  • Alfredo Falcone/LaPresse Fabrizio Corradetti/LaPresse
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Il Milan di Gattuso non sa soffrire, è questo il paradosso che la formazione rossonera si porta dietro, nonostante la grinta del proprio allenatore.

kessié
Alfredo Falcone/LaPresse

La partita dell’Olimpico contro la Lazio ne è la conferma, con i rossoneri raggiunti solo nel recupero da un preciso destro di Correa, lanciato in campo da Inzaghi nel finale come mossa della disperazione. Una partita condotta senza affanni, nonostante le numerose assenze, fattore impossibile da trascurare al momento di delineare un’analisi di gara. Senza Higuain, Bonaventura, Romagnoli, Musacchio e Caldara il Milan non va in affanno al cospetto di una Lazio che, in casa, dimostra di saper mettere in difficoltà i propri avversari. Gattuso disegna una squadra accorta e sorprendente, con Abate nel terzetto difensivo e Calabria largo in un inedito 3-4-2-1. Idee innovative e fraseggi insistiti per i rossoneri, capaci di non andare in sofferenza nonostante le incursioni di Immobile e Luis Alberto. Il gol di Kessié a dieci minuti dalla fine dovrebbe esaltare il Milan, che invece arretra e presta il fianco ai biancocelesti, abili a colpire in pieno recupero con un lampo di Correa, favorito sul nascere dell’azione da un pessimo rilancio di Calabria.

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Il gesto tecnico dell’esterno rossonero sottolinea l’annebbiamento della formazione di Gattuso nei finali di gara, costati numerosi punti nel corso di questa stagione. Una palla gettata via senza criterio, trasformatasi poco dopo nel gol del pareggio che cancella tre punti d’oro per i rossoneri. La Lazio ringrazia e mantiene il quarto posto, difendendo il punto di vantaggio ottenuto la scorsa settimana sui diretti rivali, vittime dei propri errori. Toccherà a Gattuso lavorare su questo importante particolare, magari infondendo ai propri giocatori un pizzico di quella resistenza che, qualche anno fa, gli permetteva di fare la differenza su tutti i campi d’Europa.

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