Massimo Maestrelli, figlio dell’ex allenatore della Lazio Tommaso, ha parlato della sua passione biancoceleste, del derby appena trascorso e di un’inedita versione di Giorgio Chinaglia
I tifosi della Lazio, specie quelli con qualche annetto in più, si ricorderanno con grande gioia dell’annata ’73-’74, stagione nella quale i biancocelesti di Tommaso Maestrelli vinsero il primo storico scudetto. Ricordi impressi nella mente anche di Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso che ai microfoni di ‘Calcioweb’ ha raccontato la figura di suo padre, al quale è stato dedicato un francobollo. “Da figlio sono orgoglioso di avere un padre così a prescindere dalle cose che ha fatto con la Lazio. Mio padre era un uomo gentile, molto amato, a modo, sensibile e onesto ed è stato il massimo con me. Nonostante siano passsati tanti anni, sono sempre impressionato dal rispetto che la gente ha ancora verso mio padre“, ha dichiarato Massimo ricordando papà Tommaso.
A pochi giorni dal Derby di Roma, nel quale la Lazio è uscita sconfitta 0-2, l’intervista non poteva certo non toccare l’argomento. La sconfitta brucia, e Maestrelli ha commentato la prestazione della Lazio così: “mi spiace perdere un derby così. Mi metto nei panni di Simone Inzaghi che ha preparato una partita così da due settimane e purtroppo la perdi per 2 episodi. Per i primi 30 minuti c’è stata solo la Lazio e poi perdere per un errore difensivo (di Wallace ndr) è brutto. Se non ci fosse stato non avremmo mai perso”.

Se la colpa non è certo di Inzaghi, Maestrelli mette sul banco degli imputati i giocatori. Il problema sta nella personalità: manca un leader, giocatori come Keita e Felipe Anderson si sono letteralmente eclissati. “L’allenatore ha fatto tutto in maniera perfetta. Keita e Anderson però hanno giocato al di sotto delle loro qualità e si è sentita la mancanza e nonostante quello eravamo in partita – ha spiegato Maestrelli -. L’errore di Wallace ci ha tagliato le gambe. Perdere la palla in quella maniera è stata una cosa sanguinosa”.
Se nel derby di domenica la figura del trascinatore è mancata, nella Lazio scudettata 73-74 di Tommaso Maestrelli, la figura del trascinatore c’era: Giorgio Chinaglia. Massimo ricorda con grande affetto l’attaccante laziale, svelando un curioso retroscena: “beh, Giorgio è stato sempre di famiglia. Era sempre a casa nostra e io ero sempre a casa loro. Ci ha dato tanto ed era una persona meravigliosa, un grande trascinatore. È stato bello avere un percorso di calcio e di vita insieme“, ha concluso.
