L’arte di vincere giocando da provinciale – Ennesima vittoria sofferta di un inizio di stagione ‘fortunato’: quella di Spalletti è la nuova Inter di Mancini formato 2015?

L'Inter soffre a Verona ma esce ancora una volta con tre punti in tasca: la squadra di Spalletti si gode il 2° posto in classifica, ma con lo spettro della stagione 2015 targata Mancini dietro l'angolo

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Il lungo weekend di Serie A si è concluso con il posticipo del lunedì sera, un Verona-Inter da brividi, nel senso meno positivo del termine, per chiunque sia appassionato di calcio. I neroazzurri hanno controllato la gara senza mai brillare, hanno sofferto a tratti e c’entrando lo specchio della porta solo 4 volte, contro un Verona altamente al di sotto della categoria. Si avvicina Halloween e a far paura è la seconda posizione dell’Inter in classifica (imbattuta), al netto di un gioco che dopo 11 partite neanche l’interista più accanito può dire di aver ben chiaro.

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L’Inter si esalta insieme ai suoi esterni (la vera arma in più), ma è Icardi l’interruttore che decide quando accendere e spegnere la luce. Questa sera contro un modesto Verona, buio pesto. La coppia Caracciolo-Hertaux ha dovuto marcare il fantasma del bomber argentino (sempre per restare in tema Halloween), finendo la partita con la casacca praticamente priva della minima goccia di sudore.

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Eppure l’Inter ha vinto, di misura. È uscita ancora una volta con tre punti in tasca riuscendo a soffrire, ribattendo ogni attacco del modesto Verona, rischiando una figuraccia dopo la follia di Handanovic (segnalata per altro dal VAR) e capitalizzando una reazione d’orgoglio con Perisic poco dopo il gol del pareggio. Rete che per altro non ha fermato un Verona quasi commovente, che fino al fischio finale, ha messo in seria difficoltà la banda di Spalletti seppur con Lee Seung Woo e Romulo (questo passa il convento…).

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È un’Inter umorale che si affida al talento a corrente alternata dei suoi big e che, per ora, sembra ottenere il massimo da ogni incontro, con un pizzico di fortuna. Lo ha fatto contro la Roma, con 3 pali colpiti dai giallorossi. Lo ha fatto battendo Spal e Benevento senza convincere. Lo ha fatto strappando nel finale il pareggio al Bologna e la vittoria contro il Genoa, per non parlare del successo nel derby, regalato da uno sciagurato intervento di Rodriguez a partita finita. La migliore Inter della stagione si è vista forse al San Paolo, quando ha praticamente giocato per ‘evitare di far giocare’ il Napoli. Buona invece la prova contro la Sampdoria, rovinata da uno sciagurato finale di partita che poteva costar caro, ma ancora una volta tutto è bene quel che finisce bene.

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Sembra un’Inter consapevole di non riuscire ad esprimere un gran gioco e che si adatta a qualsiasi avversario, con spirito da provinciale e uno spietato cinismo nello sfruttare qualsiasi occasione utile. Un atteggiamento da applausi, specie se confrontato con quello di un Milan che è palesemente incapace di adattarsi al gioco di Montella (per ora quantomeno) e si ostina a collezionare magre figure. Lo spettro dell’Inter di Mancini, formato 2015-2016 è però dietro l’angolo. Tante vittorie di misura, un gioco che latita e le prime posizioni in classifica ad inizio campionato. Ventiquattro punti dalla vetta e un ‘deludente’ quarto posto a fine stagione. Occhio a fare proclami troppo presto, non sia mai che a Spalletti spunti un folto caschetto argentato in testa… e questa volta Halloween non c’entra!