Antonello Cucureddu è stato un buon calciatore, si è messo in evidenza anche in panchina nelle vesti di allenatore. L’esperienza più importante è stata sicuramente quella con la maglia della Juventus. E’ stato un calciatore molto eclettico, in grado di giocare come play davanti la difesa, ma anche nel ruolo di mezzala. Con il tempo ha trovato la collocazione anche come terzino. E’ stato protagonista nella stagione 1975-76 per un episodio singolare, terminò quel campionato vestendo ben 7 numeri diversi con altrettanti ruoli ricoperti. E’ stato un calciatore di dinamismo, ma è riuscito a mettere in mostra anche le sue capacità offensive. E’ cresciuto nelle giovanili del Fertilia, le prime esperienze da calciatore sono state con Torres e Brescia. Nel 1969 arriva la chiamata della Juventus, diventando un calciatore importantissimo. Poi l’esperienza alla Fiorentina, prima di chiudere al Novara. E’ riuscito a collezionare presenze anche con la Nazionale italiana.
L’allenatore e la nuova vita

Nel 1988 ha intrapreso la carriera da allenatore, partendo proprio dalla Primavera della Juventus e poi come vice. Tantissime le squadre allenate: Acireale, Ternana, Crotone, Al-Ittihād, Avellino, Torres, Grosseto, Perugia, Pescara, Alghero e Grosseto. L’ultima esperienza è stata nel 2014, adesso ha cambiato vita. Una sua foto è diventata virale sui social, il 72enne è stato fotografato ad Alghero, intento a tracciare le linee sul campetto che porta il suo nome, lo scatto è stato pubblicato dalla pagina Facebook di «Calcio – Ultimi Romantici». Cuccureddu è stato sempre un uomo umile, dentro e fuori dal campo. Adesso è a stretto contatto con i giovani e il suo obiettivo è quello di trasmettere il suo modo di vivere.
I dettagli sul nuovo lavoro sono stati svelati direttamente dal diretto interessato in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’. “Quando ero bambino giocavo sul fango, per strada. Adesso per molti genitori senza il sintetico sembra che i figli non possano giocare. E invece impari di più: uno stop su questo campo ha rimbalzi diversi. E comunque il nostro è bello morbido, sabbioso. Stendiamo il filo prima sull’area, poi sulle linee laterali, quindi si traccia e si passa sopra con la calce. Se non piove, dura due settimane. Sabato dovevo farlo perché giocavano i miei esordienti, che hanno 10-11 anni: il nostro campo è regolamentare, ma loro giocano a nove”.

