Cicinho è stato un calciatore dal talento enorme, le qualità dal punto di vista tecnico non sono state mai in discussione. Era un terzino destro di grande passo, considerato nei primi anni della carriera come uno dei più promettenti: saltava l’uomo con grandissima facilità, era bravo nell’uno contro uno, in fase di dribbling e cross. La sua forza era in fase offensiva, ma anche in difesa i progressi sono stati importanti. L’esperienza più importante è stata con la maglia del Real Madrid, dopo le prime avventure in Brasile si è trasferito in Spagna. Nel 2007 il passaggio alla Roma, si è confermato un calciatore molto prezioso. Infine il Villarreal, il Sivasspor e il Brasiliense.
La sua carriera è stata condizionata da eccessi fuori dal campo, i dettagli sono stati svelati direttamente dal brasiliano nell’ultima puntata del programma ‘Ressaca’ su EPTV: “mi sono allenato ubriaco con il Real Madrid. Ho bevuto un caffè per togliere il fiato e mi sono inondato di profumo. Nella mia professione, quella da calciatore professionista, è stato facile. Non avevo bisogno di soldi per prendere un drink, la gente me lo dava felicemente nei ristoranti”.
L’ex calciatore ha raccontato veramente tutto: “avevo 13 anni, è stato allora che ho provato l’alcol per la prima volta e non ho mai smesso. Vivevo in campagna, e nei fine settimana ci incontravamo con gli amici e uscivamo nelle piazze, nelle discoteche. Chiedevo ai più grandi di me di andare a fare la spesa da solo e ho bevuto di nascosto dai miei genitori e dalla polizia”.
“L’alcol ti circonda di persone a cui piace quello stile di vita e le persone che ti amano davvero vengono escluse. Quando colpiscono un muro e ti dicono che non va bene, non vuoi sentirlo. Ho un figlio di 15 anni e gli chiedo sempre scusa. A quel tempo aveva due anni e non lo capiva nemmeno bene, ma questo è stato registrato nella mia testa”.
