Quattro vittorie su quattro, primo posto in classifica a punteggio pieno, +7 sulla Roma, +8 sull’Inter e +3 sul Napoli. La Juventus dopo sole 4 giornate di Serie A sembra già lanciatissima verso lo scudetto. Eppure, non è tutto oro quel che luccica. La partita contro il Sassuolo di quest’oggi, squadra che in passato ha subito sconfitte ben più disonorevoli di quella di oggi, la dice lunga sull’attuale situazione in casa bianconera. Cristiano Ronaldo è il grande protagonista del pomeriggio: due gol in rapida successione che interrompono finalmente il digiuno di reti e mascherano più di un problema.

Ad iniziare proprio dalle difficoltà di gioco in fase offensiva: giocare con un campione come Cristiano Ronaldo dovrebbe facilitare le cose, a patto che tutti gli altri non tendano a strafare, quasi per sentirsi all’altezza del portoghese. Capita dunque che una giocata semplice possa risultare più efficace di funambolici dribbling, colpi di tacco e giocate da ‘Cristaino Ronaldo’ che sarebbe meglio lasciare, appunto, unicamente al portoghese. Ne fa le spese inoltre Dybala: se CR7 è il catalizzatore di gioco, Mandzukic lotta come un leone, il talento argentino in campo non riesce a trovare il suo ‘posto’. Spesso avulso dalla manovra, mai decisivo, non ha le caratteristiche per giocare esterno e sembra soffrire nel ruolo di comprimario.

Altra nota dolente di queste prime uscite sembra essere la difesa: 4 gol subiti in altrettante partite, da Chievo, Parma e Sassuolo che non risulteranno di certo i migliori attacchi del campionato alla fine dell’anno. Allegri sceglie un modulo spregiudicato, con Joao Cancelo (devastante) sulla destra e Alex Sandro sulla sinistra, due giocatori che si ritrovano spesso nella metà campo offensiva e lasciano i due centrali (e un centrocampista) in inferiorità numerica. Ultimo appunto va fatto al finale di partita. Douglas Costa, la vera arma in più della Juventus, il 12 uomo, la stella in uscita dalla panchina, oggi ha letteralmente perso la testa. A partita praticamente già finita, si è reso protagonista di una serie di battibecchi in campo, culminati con il vile gesto dello sputo a Di Francesco che gli è costato il cartellino rosso. Il brasiliano è il metronomo della situazione bianconera: c’è un po’ di insofferenza, di tensione, specialmente fra chi ha meno occasioni di giocare e sarebbe titolare più o meno ovunque nel mondo? Dybala si eclissa, Douglas Costa entra nervoso si sfoga in campo: forse avere così tanti campioni per solo 11 posti disponibili non è poi così bello.
