È una Juventus bella e ‘frivola’, come una ragazza che troppo sicura del suo fascino, rischia di fare una figuraccia. Dopo un primo tempo dominato, concluso 3-1 grazie ai gol di Ronaldo, Bentancur e Bonucci, i bianconeri si confermano incapaci di mettere in ghiaccio la partita. La Roma reagisce, come già accaduto nella gara di campionato, segna con uno sfortunato autogol di Buffon e va vicina ad accorciare ancora le distanze. Di contro la Juventus sfiora più volte il colpo del ko, che però non arriva.

Il 3-1 è un risultato netto, su questo non ci piove, soprattutto per una società che ha fatto della vittoria ‘a qualsiasi costo’ il proprio motto. Questa tendenza a specchiarsi troppo però potrebbe compromettere proprio un eventuale successo contro un avversario più smaliziato ed esperto, magari in campo europeo. La Juventus deve imparare da Cristiano Ronaldo, ancora una volta trascinatore in campo. Capigliatura rivedibile a parte, CR7 in campo mette da parte il look e dà sempre battaglia. La Juventus deve fare lo stesso: vincere attraverso il bel gioco è la forma più alta del trionfo calcistico, sapere chiudere le partite anche mettendo in campo un po’ più di pragmatismo segna il confine fra una bella squadra e una squadra vincente.

