Un solo gol e tre punti, la Juventus passa di misura al Dall’Ara di Bologna firmando la 22ª vittoria in campionato, la terza consecutiva, la 4ª nelle ultime 5. Porta inviolata per la miglior difesa del campionato, un gol in più per il miglior attacco. Numeri che giustificano l’attuale +16 sul Napoli atteso a Parma per la sfida delle 18, ma che non danno il vero quadro della partita dei bianconeri.

Match ben più complicato di quanto la differenza delle due squadre, sulla carta, potesse raccontare. Bologna grintoso e ben messo in campo, figlio della cura Mihajlovic che ha portato 4 punti nelle ultime 3 gare, rilanciando le speranze salvezza degli emiliani. Rossoblu che vanno addirittura vicini al vantaggio con Mbaye che da 1 metro non riesce a spingere in porta un pallone sporco, scaturito da una mischia in area, e poi al pareggio allo scadere con un palo colpito da Sansone.

Juventus che soffre più del dovuto, complice la partita in ombra di Cristiano Ronaldo. Le scorie della netta sconfitta di Champions League contro l’Atletico si fanno sentire, non solo a livello psicologico ma anche negli 11 in campo, sul piano del gioco e della condizione atletica. Allegri fa riposare Chiellini, Pjanic e Dybala ed è costretto a fare a meno di Emre Can (squalificato), Khedira e Douglas Costa (per infortunio). Chance da titolari per Bentancur che non convince nel ruolo di playmaker, così come Rugani e De Sciglio non sembrano all’altezza di Chiellini e soprattutto Cancelo, provato nel ruolo di ala nel tridente quest’oggi. Nel secondo tempo dentro tutti e 3 i giocatori che avrebbero dovuto riposare e la musica cambia dopo appena 8 minuti dall’ingresso di Dybala: l’argentino trova il gol decisivo con la complicità di Helander.
Alla fine vincere “è l’unica cosa che conta“, come recita un motto tanto caro ai bianconeri: adesso Napoli, Udinese e Atletico Madrid, 3 partite che potrebbero cambiare la prospettiva della stagione bianconera. Del resto vincere (trofei) è l’unica costa che conta…

