“Sarebbe normale intervenire, non giocare lì. Io sono uno che cerca di rispettare le regole e le decisioni degli altri, anche io sono stato squalificato per tre mesi, ho accettato“.

In un’intervista al “Corriere della Sera“, Zdenek Zeman torna ad attaccare la Juventus e la sua decisione di esporre allo Stadium gli scudetti che le sono stati tolti. “Se le mie denunce su doping e Juventus mi hanno penalizzato? Il sistema era sbagliato e l’ho detto – replica il tecnico del Pescara – anche chi la pensava come me si è schierato (giustamente per loro) con il sistema. Sono stato penalizzato sicuro, ma non mi pento. Avevo offerte da Real e Barcellona, ho deciso di fare altro. France Football mi ha messo tra i 30 allenatori più importanti nella storia del calcio: mi basta. Moggi? E’ tornato in Albania, ma anche in Italia nonostante la squalifica ha a disposizione radio, giornali e televisioni. Non capisco chi lo cerca. Pensano risolva i problemi. Ma per me ha fatto fallire tanti club“.

Parlando dell’addio di Bonucci, passato al Milan, il boemo sostiene che “è successo qualcosa nello spogliatoio. Di gente che bacia la maglia ne vedo tanta, ma tranne Totti è tutto teatro. Se Francesco ha fatto bene a smettere? Non ha scelto lui, lo hanno fatto smettere, è diverso. Altri hanno deciso che non doveva giocare più, purtroppo“. E sulla griglia di partenza del prossimo anno, Zeman non ha molti dubbi: “Juve e Napoli davanti. La Roma ha cambiato troppo, però ho fiducia in Di Francesco, sempre che lo lascino fare. Io l’allenatore più anziano? Fino a cinque anni fa dicevano che ero vent’anni avanti a tutti, me ne restano ancora 15 prima che mi raggiungano“. (ITALPRESS)
