Juventus, Allegri: “Dybala? No, ecco chi sono i più talentuosi che ho allenato”. E che teoria sul ruolo di Paulo…

L’allenatore della Juventus Allegri svela come non è Dybala il più talentuoso giocatore allenato. E che teoria sul ruolo di Paulo

Matuidi
LaPresse/Marco Alpozzi

Juventus, Allegri su Dybala –Se Dybala è il giocatore più brillante, come purezza di talento, che abbia mai allenato? Fare paragoni è sempre difficile perché poi tutti i giocatori sono diversi tra loro. Però io ho avuto la fortuna di allenare anche Pirlo, che seppur in un altro ruolo era talentuosissimo. Ronaldinho era una cosa fuori dal normale: una volta giocammo contro il Barcellona e il Camp Nou lo applaudì per dieci minuti. Poi ho avuto Robinho, Cassano. Ibrahimovic era talentuoso a modo suo, era diverso dagli altri… Paulo deve ancora crescere molto, ha 23 anni. Rispetto a quando è arrivato è migliorato a vedere il gioco e a giocare meno da punta e più nel ruolo che gli si addice maggiormente“. Così il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, parlando dell’attaccante argentino in un’intervista pubblicata oggi da ‘Tuttosport’.

Allegri
LaPresse/Fabio Ferrari

Juventus, Allegri su Dybala –Per me Dybala farebbe fatica a fare il centravanti in una grande squadra per un fatto abbastanza semplice: avrebbe meno spazio davanti, dovrebbe sopportare più contatti fisici e sarebbe meno in movimento – spiega il mister dei bianconeri – Quando al Palermo faceva il centravanti aveva 40 metri davanti. Alla Juventus per trovare quei metri doveva abbassarsi per giocare tra le linee e lo sta facendo. Paulo non è un rapido, è un aerobico“. Al di là dei gol, che sono sotto gli occhi di tutti, Dybala e’ cambiato rispetto allo scorso anno “nella fisicità. Ma deve imparare a gestire le partite, certe volte deve avere un minor dispendio di energie in certi tipi di gare. Nel derby ha iniziato a dribblare, a costruire, a prender botte… Tutte energie che ti vengono a mancare nelle partite dopo. E deve migliorare a usare il destro”. Nonostante i trionfi, Allegri continua a subire qualche critica per il gioco: “quello che conta è l’albo d’oro – conclude – è più facile essere belli che vincenti“. (ITALPRESS)

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