“La partita che rigiocherei è la finale di Champions League per provare questa volta a vincerla“, mentre il gol a cui è più affezionato è quello al Bernabeu contro il Real “perchè ho sentito tanta gente felice di tornare in finale di Champions, dopo tanti anni“.

Sono queste due delle risposte che Alvaro Morata ha dato alle domande dei giovani Junior Member della Juventus, in una esclusiva conferenza stampa a Vinovo. Ventuno bambini emozionati di fronte a uno dei loro idoli e l’attaccante spagnolo si è divertito a rispondere alle loro domande e a dare consigli: “per diventare bravi innanzitutto bisogna divertirsi giocando a calcio“, poi è importante “andare a letto presto prima delle partite, bisogna fare piccoli sacrifici che però sono assolutamente sopportabili quando fai qualcosa che ti piace“. A Emily, piccola tifosa di 9 anni, Morata ha raccontato che “giocando a Madrid da piccolo il mio idolo è sempre stato Raul“, mentre a Matteo ha detto: “non mi dispiacerebbe se qui in Italia qualche squadra giocasse con due difensori invece che tre“, in un campionato in cui c’è la filosofia di “difendere e lottare fino alla fine“.

Morata spiega di non aver “mai pensato a cosa farò quando smetterò di giocare a calcio… di sicuro non l’allenatore” e ammette che il suo numero preferito “è il 7: chissà magari con Zaza, mio compagno di camera, ce lo scambieremo l’anno prossimo. Ho scelto il 9 perchè era libero ed è una responsabilità per via dei tanti grandi campioni passati alla Juve con quel numero“. Ai bambini dà un altro consiglio e rivela che “il segreto per andare tutti d’accordo è non pensare ognuno ai fatti propri. Ognuno deve sempre essere disponibile per i compagni di squadra, e dare loro una mano. E’ un bene remare tutti nella stessa direzione. Questo si vede nella Juve ogni volta che qualcuno segna: esultiamo tutti come se il gol fosse nostro. Qui non è solo una squadra di calcio, ma una vera e propria famiglia“, assicura Morata. (ITALPRESS).
