
Italia attesa da una sfida più ostica di quanto sulla carta si potesse pensare, quella che ha visto l’undici di Ventura scendere in campo a Reggio Emilia contro Israele nell’ottava sfida del Gruppo G, valevole per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Gli azzurri avevano bisogno di scrollarsi di dosso la brutta prestazione di sabato contro la Spagna, ma la squadra di Ventura è apparsa ancora impacciata e confusa.

Nel primo tempo l’Italia è partita subito forte, sfiorando il gol alla prima azione con Belotti che ha fallito un ‘rigore in movimento’ sparando fuori su assist di Darmian. Passata la paura iniziale Israele ha organizzato la sua difesa, chiudendosi a tripla mandata, grazie anche ad un Ben Haim capace di mettere in pratica in 45 minuti tutto quello che in una stagione al Chelsea ha potuto imparare da John Terry. Il risultato è una manovra sterile e lenta dell’Italia che non trova sbocchi, si affida a lanci lunghi e improponibili conclusioni finite alle stelle, subendo i fischi del pubblico emiliano di tutta risposta. L’Israele dal canto suo è riuscito anche a mettere paura a Buffon con un paio di conclusioni da fuori, ma il n°1 azzurro ha sempre risposto presente. Nel finale di tempo Insigne ha avuto l’opportunità di sbloccare la gara ma Harush si è opposto.

Nella ripresa l’Italia è scesa in campo con un piglio diverso e l’entrata di Zappacosta sulla fascia destra ha dato più brio ai ragazzi di Ventura. Proprio dalla fascia destra è nato il gol del vantaggio: Candreva è riuscito ad andare sul fondo con convinzione e il suo cross col contagiri ha trovato l’incornata di Immobile. Pochi minuti dopo ci ha provato Belotti, con un’azione simile, ma un miracolo di Harush ha tenuto in piedi Israele. Il match si è concluso senza altri grandi scossoni sull’1-0 per l‘Italia.

Posta come attenuante la ‘vicinanza‘ dello shock di Madrid, comunque una scusante parziale per dei giocatori che devono competere a questi livelli, l’Italia ha mostrato dei limiti importanti. Verratti è stato più volte bersagliato dal pubblico (che non gli ha perdonato la prestazione nella sfida contro la Spagna), ma il playmaker azzurro è stato oggetto anche di continui richiami di Ventura a causa della lentezza nelle verticalizzazioni e nel far girare la manova azzurra.

Sottotono anche Darmian e Conti. Se è vero che la loro presenza in attacco è stata sempre ben visibile, è anche vero che i loro tempi di inserimento sono stati praticamente sempre sbagliati: i due terzini si sono ritrovati spesso nella stessa posizione (o addirittura più avanzati) delle ali, impedendo quindi di sfruttare una possibile sovrapposizione. Incredibile la difficoltà in questo senso fra Candreva e Conti che, una volta sostituito da Zappacosta (sempre puntuale negli inserimenti) ha permesso all’esterno dell’Inter di avere più soluzioni offensive.

Il centrocampo a due, ha spesso impedito a Verratti e De Rossi di risultare pericolosi, riducendo il loro ruolo in fase offensiva a semplici ‘smistatori di palloni’ verso le punte che hanno fatto fare una gran figura a Ben Haim e compagni. Un appunto è da fare anche all’attacco. Immobile e Belotti hanno lottato per tutto l’arco della partita, gli va dato atto, ma sono due giocatori fin troppo simili che spesso si ritrovano ad occupare le stesse zone del campo eseguendo gli stessi movimenti: gran parte dei cross sono caduti letteralmente nel vuoto, raccolti dall’ala o dal terzino opposto, proprio perchè il duo offensivo ha eseguito movimenti simili attaccando lo stesso spazio.

Da salvare invece la prova di Insigne. In un’Italia che fa fatica a trovare il guizzo offensivo, sembra l’unico in grado di cambiare le carte in tavola, anche se imbrigliato nei raddoppi avversari spesso non riesce a rendersi pericoloso come vorrebbe. Ottimo l’impatto di Zappacosta, nemmeno convocato inizialmente, ma apparso nettamente più in condizione di tutti gli esterni azzurri, il che è tutto dire. Italia rimandata ad una migliore condizione fra qualche settimana, ma per fortuna con 3 punti importanti in più.
