Italia, la vittoria sulla Turchia riaccende l’entusiasmo: Mancini ritrova gli Azzurri, ora novembre vale tutto

Il 3-1 di Bologna consolida il secondo posto dell’Italia nel girone di Nations League e certifica la crescita dopo il difficile esordio con il Belgio

L’Italia di Roberto Mancini chiude con una vittoria pesantissima la prima parte del proprio cammino nella Nations League 2026/2027. Al Renato Dall’Ara di Bologna, nella serata di lunedì 5 ottobre, gli Azzurri hanno battuto la Turchia per 3-1, conquistando tre punti che valgono il secondo posto nel Gruppo A1 e, soprattutto, rafforzano la sensazione che qualcosa stia cambiando attorno alla Nazionale.

A decidere la sfida sono state le reti di Gianluca Scamacca, Riccardo Calafiori e Francesco Pio Esposito, dopo il momentaneo pareggio turco realizzato da Aral Simsir. Una vittoria arrivata al termine di una partita non sempre brillante, ma significativa per la capacità dell’Italia di reagire alle difficoltà e per le risposte arrivate anche dai tanti calciatori utilizzati da Mancini.

Dopo quattro giornate, la classifica vede la Francia al comando con 10 punti, l’Italia a quota 7 e il Belgio a 6. Gli Azzurri hanno quindi il proprio destino ancora completamente aperto quando mancano gli ultimi due appuntamenti del girone.

Rispetto al travolgente 4-1 conquistato a Bursa pochi giorni prima, l’Italia vista a Bologna è stata una squadra differente. Mancini ha cambiato nove titolari, concedendo spazio a giocatori meno utilizzati e continuando quel lavoro di sperimentazione che rappresenta uno degli aspetti fondamentali di questa seconda esperienza sulla panchina azzurra.

La maggiore rotazione ha inevitabilmente tolto qualcosa sul piano degli automatismi e della fluidità, soprattutto nella fase iniziale. La Turchia ha provato ad approfittarne, ma l’Italia ha saputo resistere prima di trovare il vantaggio al 26’ con Scamacca, bravo a sfruttare un pallone vagante nell’area avversaria.

Nella ripresa è arrivato il momento più delicato. La Turchia ha trovato il pareggio con Simsir al 61’, ma la reazione italiana è stata immediata. Appena quattro minuti più tardi Calafiori ha riportato avanti gli Azzurri, prima del definitivo 3-1 firmato nel finale da Pio Esposito.

Proprio questa capacità di reagire rappresenta probabilmente uno degli elementi più importanti della serata. L’Italia non ha dominato per novanta minuti, non ha giocato sempre bene, ma non si è disunita quando la partita avrebbe potuto complicarsi.

La scelta di Mancini di rivoluzionare la formazione aveva inevitabilmente trasformato Italia-Turchia anche in un test sulla profondità della rosa.

Il commissario tecnico ha sottolineato dopo la partita come la perdita di fluidità fosse prevedibile proprio alla luce dei tanti cambi, ma ha evidenziato la capacità della squadra di reagire e creare occasioni nonostante la stanchezza accumulata nella quarta partita ravvicinata della finestra internazionale.

Le indicazioni interessanti sono arrivate anche dai giovani. Mancini ha parlato positivamente di Romano, Vergara e Doumbia, spiegando come partite internazionali di questo livello siano fondamentali per accompagnarne la crescita. Su Doumbia, in particolare, il ct ha sottolineato l’esperienza già maturata nelle competizioni europee, mentre Romano ha dimostrato di poter essere utilizzato anche da mezzala.

È un aspetto tutt’altro che secondario. La nuova Italia sta provando infatti ad allargare il numero di calciatori realmente utilizzabili, evitando di dipendere esclusivamente da un gruppo ristretto di titolari.

Tra le notizie più incoraggianti dell’attuale percorso azzurro c’è inevitabilmente Francesco Pio Esposito. L’attaccante ha segnato ancora contro la Turchia, confermando una capacità realizzativa che sta rapidamente trasformandolo in uno dei giocatori più osservati della Nazionale.

Mancini non ha nascosto la propria considerazione nei suoi confronti, sottolineandone la fame agonistica, la voglia di lottare e la capacità di cercare continuamente il gol. Il ct ha persino accostato alcune sue caratteristiche a quelle di grandi centravanti italiani del passato come Luca Toni e Christian Vieri, pur parlando naturalmente di un percorso ancora in piena evoluzione.

In una Nazionale che per anni ha sofferto proprio la mancanza di un riferimento offensivo stabile, la crescita di un attaccante giovane, fisicamente strutturato e già efficace sotto porta assume un significato particolare.

Se Esposito rappresenta una delle grandi speranze per il futuro, Riccardo Calafiori appare ormai una certezza. A Bologna il difensore ha segnato una rete importantissima riportando immediatamente avanti l’Italia dopo il pareggio della Turchia. Ma è soprattutto il ruolo assunto all’interno del gruppo a impressionare Mancini.

Il commissario tecnico lo ha definito un giocatore straordinario dal punto di vista tecnico, fisico e della comprensione del gioco, indicandolo già come uno dei leader della nuova Nazionale.

Una dichiarazione che racconta bene la trasformazione della squadra. Accanto ai giocatori più esperti stanno infatti emergendo nuove personalità attorno alle quali Mancini può costruire l’Italia dei prossimi anni.

Il significato della vittoria sulla Turchia emerge ancora più chiaramente osservando quanto accaduto nelle ultime settimane. L’Italia aveva iniziato questa Nations League nel peggiore dei modi, perdendo 2-0 contro il Belgio all’Olimpico. Una prestazione che aveva provocato forti critiche e alimentato dubbi sulla possibilità di ricostruire rapidamente una Nazionale competitiva.

Da quel momento, però, la risposta è stata significativa. Prima il 4-1 alla Turchia a Bursa, poi l’1-1 ottenuto contro la Francia allo Stade de France, infine il 3-1 di Bologna. Il bilancio delle ultime tre partite è quindi di due vittorie e un pareggio, con otto gol realizzati complessivamente nelle quattro giornate del girone e un secondo posto che mantiene l’Italia pienamente in corsa per la qualificazione.

Il percorso rimane incompleto e non cancella i problemi mostrati all’esordio, ma la direzione appare differente rispetto alle sensazioni negative lasciate dalla partita con il Belgio.

Dopo quattro giornate, l’Italia occupa il secondo posto con 7 punti, alle spalle della Francia, prima a quota 10, e davanti al Belgio, fermo a 6. È una posizione estremamente interessante perché consente agli Azzurri di arrivare alle due sfide di novembre con la possibilità concreta di giocarsi l’accesso alla fase successiva.

La formula della competizione rende infatti fondamentale terminare nelle prime posizioni del raggruppamento. La FIGC ha spiegato alla vigilia della competizione che il nuovo sistema della Nations League rende particolarmente importante entrare almeno tra le migliori squadre del girone, con un sistema di promozioni, permanenza e spareggi modificato rispetto alle precedenti edizioni.

Per Mancini, però, il primo obiettivo resta evidentemente quello sportivamente più ambizioso: proseguire il percorso nella competizione.

Il prossimo appuntamento sarà Italia-Francia, in programma giovedì 12 novembre alle 20:45 allo stadio Giuseppe Meazza di Milano.

Sarà una partita profondamente diversa rispetto alla Turchia. La Francia guida il girone ed è reduce dal netto 4-1 sul Belgio, maturato con una poderosa accelerazione nel finale della partita disputata il 5 ottobre.

L’Italia ha però già dimostrato di poter competere con i francesi, avendo pareggiato 1-1 allo Stade de France il 2 ottobre. La sfida di Milano rappresenterà quindi un test fondamentale per capire se la crescita mostrata nelle ultime settimane possa reggere anche contro una delle Nazionali tecnicamente più forti del panorama europeo.

Tre giorni più tardi, domenica 15 novembre, l’Italia chiuderà il girone affrontando il Belgio allo stadio Re Baldovino di Bruxelles. Ed è proprio questa la gara che potrebbe trasformarsi nello scontro decisivo per la posizione finale.

Mancini lo ha lasciato intendere chiaramente dopo la vittoria sulla Turchia, osservando che l’Italia potrebbe arrivare in Belgio a giocarsi direttamente il piazzamento.

Il Belgio è infatti appena un punto dietro agli Azzurri. La sconfitta per 4-1 subita contro la Francia ha complicato la situazione della squadra belga, ma non l’ha esclusa dalla lotta. Per questo motivo, quella di Bruxelles potrebbe avere il carattere di una vera finale anticipata.

Il clima attorno alla Nazionale sembra essere cambiato rapidamente. Non esiste, al momento, un sondaggio nazionale che consenta di quantificare scientificamente le aspettative dei tifosi dopo Italia-Turchia. Il tono della copertura sportiva e delle reazioni seguite alle ultime partite mostra però un passaggio abbastanza evidente: dalla forte preoccupazione successiva al ko con il Belgio a una fiducia molto maggiore nei confronti del nuovo progetto di Mancini.

Alla vigilia della partita di Bologna, la stessa cronaca sportiva aveva ricordato come dopo il ko iniziale l’Italia fosse stata accompagnata da fortissime perplessità, mentre le successive prestazioni contro Turchia e Francia avevano rapidamente modificato il clima.

Il pubblico non sembra chiedere semplicemente vittorie immediate. L’aspettativa più forte riguarda probabilmente la possibilità di riconoscersi nuovamente nella Nazionale: vedere una squadra coraggiosa, capace di produrre gioco, valorizzare giovani talenti e affrontare senza timore le grandi potenze europee.

In questo senso le ultime tre partite hanno offerto segnali incoraggianti. Uno dei concetti ripetuti più volte dal commissario tecnico dopo la partita riguarda proprio il gruppo.

Mancini ha spiegato di essere soddisfatto della crescita collettiva della squadra e della nascita di un nucleo che potrebbe costituire la base dell’Italia del futuro.

È probabilmente questo il punto centrale del suo progetto. Non soltanto individuare undici titolari, ma creare una rosa con venti o più giocatori realmente competitivi, capaci di mantenere identità e intensità anche quando cambiano gli interpreti.

La partita con la Turchia, giocata con nove titolari differenti rispetto alla precedente formazione, rappresentava sotto questo punto di vista un test particolarmente significativo.

E il risultato finale offre a Mancini materiale sul quale continuare a lavorare. Dopo anni complicati, il rapporto tra la Nazionale e il pubblico italiano resta inevitabilmente condizionato dai risultati e dalle delusioni del recente passato.

Per questo sarebbe prematuro considerare risolti tutti i problemi dopo tre buone partite. La nuova Italia dovrà ancora dimostrare continuità, solidità difensiva e capacità di creare occasioni anche contro squadre chiuse. Dovrà inoltre capire quali giovani siano realmente pronti a diventare protagonisti stabili e quali gerarchie offensive possano garantire maggiore efficacia.

Ma il quadro rispetto all’esordio di settembre è radicalmente cambiato. La Nazionale è seconda nel proprio girone di Nations League, ha battuto due volte la Turchia, ha pareggiato in Francia e arriva agli appuntamenti decisivi di novembre con la possibilità concreta di giocarsi la qualificazione.

Soprattutto, attorno agli Azzurri è tornata una parola che negli ultimi anni era diventata sempre più difficile da utilizzare: fiducia.

Il 3-1 di Bologna non rappresenta un punto d’arrivo. È piuttosto una tappa di un percorso ancora fragile e tutto da verificare.

Il vero esame arriverà a novembre. Prima la Francia a Milano, poi il Belgio a Bruxelles. Due partite che diranno molto più di una semplice classifica di Nations League. Diranno soprattutto quanto lontano può arrivare questa nuova Italia di Roberto Mancini.