Italia-Albania sotto il segno della delinquenza e dell’antisportività

Il match di ieri sera tra Italia e Albania è stato caratterizzato da un triste episodio che ha portato la momentanea sospensione della gara

LaPresse/Fabio Ferrari
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Durante il match di ieri sera tra Italia e Albania si è verificato un triste episodio che purtroppo ha rovinato lo spettacolo e per una buona parte di gara ha esaltato l’ignoranza di alcuni tifosi, che pur andando allo stadio a seguire la propria squadra si dimostrano privi di ideali, organizzando atti di antisportività già da prima del match solo per il gusto di rovinare l’atmosfera di chi si ritrova allo stadio semplicemente per una serata di sport. Purtroppo il mondo del calcio è stato caratterizzato da sempre da questa gente, che con la scusa di essere sostenitrice dei valori sportivi di una squadra o di una Nazione coglie l’occasione di farsi riconoscere come al solito.

La partita tra Italia e Albania è rimasta sospesa per circa 8 minuti di gioco per via dei tifosi albanesi, che tramite il lancio di diversi fumogeni hanno impedito la visibilità in campo e di conseguenza hanno costretto le due squadre a rientrare temporaneamente negli spogliatoi. Purtroppo questa gente spesso e volentieri è riuscita anche a fare di peggio, causando danni irreparabili, rovinando famiglie che magari volevano passare solamente una giornata all’insegna del sano sport.

LaPresse/Fabio Ferrari
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Questa volta però la risposta all’inciviltà è stata positiva, infatti lo stadio Renzo Barbera di Palermo, durante la sospensione della gara causata dal lancio dei fumogeni, ha intonato l’Inno di Mameli, riuscendo ad isolare chi effettivamente dimostra di non avere amore nemmeno per la propria squadra, dato che anche il capitano dell’Albania Agolli ha invitato i propri “tifosi” a smetterla, in virtù del fatto che una sospensione definitiva del match, avrebbe portato gravi penalizzazioni anche nei confronti della squadra, con il rischio di squalifica immediata per prossimi mondiali.