La Nazionale guidata da Gennaro Gattuso è pronta a giocarsi tutto. Dopo il successo nella semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, gli Azzurri sono a un passo dalla qualificazione ai Mondiali 2026. Un traguardo che non vale soltanto prestigio sportivo, ma anche un’enorme ricaduta economica.
Centrare la qualificazione significa incassare subito circa 9,1 milioni di euro, cifra garantita dalla FIFA per la partecipazione e la preparazione al torneo.
Da lì in poi, i guadagni crescono in base al percorso: eliminazione agli ottavi: tra 14 e 23 milioni, quarti di finale: tra 17 e 25 milioni, vVittoria finale: fino a 45 milioni di euro
Il Mondiale 2026 – ospitato tra Stati Uniti, Canada e Messico – segnerà numeri record: oltre 8 miliardi di dollari di ricavi, con 655 milioni distribuiti alle nazionali (+49% rispetto al 2022).
Tuttavia, l’allargamento a 48 squadre manterrà stabile il premio medio per partecipante.
Ma il vero valore va oltre i premi: qualificarsi significa evitare penali nei contratti di sponsorizzazione e rilanciare l’intero sistema calcio, dai diritti TV al merchandising.
Il 2-0 contro l’Irlanda del Nord a Bergamo non è stato semplice. Lo stesso Gattuso lo ha ammesso nel post partita:
la squadra ha sofferto nel primo tempo, mostrando lentezza e poca incisività, ma nella ripresa ha cambiato ritmo e portato a casa il risultato.
«Non era scontato», ha sottolineato il ct, evidenziando la crescita mentale del gruppo nella seconda metà di gara.
Gattuso ha insistito su un concetto chiave: l’unità dello spogliatoio.
Tra acciacchi e condizioni non ottimali, diversi giocatori hanno stretto i denti pur di esserci: Alessandro Bastoni quasi non doveva giocare, Gianluca Mancini si è allenato sul dolore, Guglielmo Vicario convocato subito dopo un intervento.
«Questo spirito ci mancava», ha spiegato il tecnico, sottolineando come l’attaccamento alla maglia sia tornato centrale.
Non sono mancate decisioni forti: esclusioni eccellenti come Federico Bernardeschi e Nicolò Zaniolo.
Gattuso ha puntato su un gruppo ristretto e compatto, privilegiando chi poteva adattarsi rapidamente: «Quando hai poco tempo, devi parlare la stessa lingua».
Un approccio pragmatico, necessario in un contesto dove ogni errore può costare caro.
Ora resta l’ultimo ostacolo: la finale playoff in trasferta contro una tra Galles e Bosnia-Erzegovina.
Gattuso non usa giri di parole: «Abbiamo fatto un passo, ora dobbiamo scalare l’Everest».
La pressione è altissima, ma condivisa anche dagli avversari. L’obiettivo è arrivare alla partita decisiva con energie fisiche e mentali al massimo.
Il ct è stato chiaro: in queste gare conta vincere, non brillare «La priorità non era giocare bene, ma portarla a casa». Un calcio più concreto, meno estetico, ma necessario quando in palio ci sono Mondiale, credibilità e milioni.
La qualificazione ai Mondiali rappresenta per l’Italia una svolta:
non solo per tornare protagonista sul palcoscenico internazionale, ma per rilanciare tutto il movimento calcistico.
Tra bilanci, sponsor e identità, gli Azzurri si giocano molto più di una partita.
E adesso, davvero, resta solo l’ultimo passo.
