Una stagione particolare, iniziata male ma proseguita in meglio grazie al lavoro e al sacrificio. Andrea Ranocchia non è un tipo che ama arrendersi, nemmeno nei momenti peggiori della sua carriera, quando il difensore dell’Inter ha dovuto fare i conti con l’incubo del cyber-bullismo.

A svelare quei momenti difficili è stato proprio il calciatore nerazzurro, nel corso di un’intervista concessa al ‘Giorno’, dove ha anche parlato dei difficili momenti successivi alla morte di Astori: “con Davide sono stato compagno di stanza, lo conoscevo da tantissimo tempo. È qualcosa che ti colpisce profondamente, sinceramente non credo di aver realizzato ancora quanto accaduto. Intanto di quella mattina non ricordo nulla, nemmeno cosa ho fatto dopo. Nei giorni successivi non sono riuscito a dormire. Quando viene colpita una persona vicina a te è un colpo pesante. Dai ancora più valore alle cose più semplici. Senza Giulia, mia moglie, non so cosa mi sarebbe successo in questi anni. Chiamando le cose con il loro nome, io sono stato vittima di cyber-bullismo durante la mia carriera. Ci sono stati periodi complicati. I social ci dovrebbero dare una responsabilità enorme, al contrario mi sembra sia cresciuto il livello di ingenuità e cattiveria.

Gli stessi media dovrebbero fare attenzione, anche solo nei toni con cui si scrive una pagella. Quando qualcosa è scritto è scritto, viene letto da milioni di persone e fa montare la cattiveria. C’è stato un momento in cui sono stato insultato in ogni modo. Quando vai in difficoltà ti puoi lasciare trasportare, ed è la reazione sbagliata, oppure fai un altro giro di maniche e lavori. Negli ultimi anni mi sono allenato molto duramente. Non lo avessi fatto non sarei riuscito a giocare a un buon livello dopo tante panchine“.
