Cala il sipario, è l’ultimo spettacolo dell’Illusionista: fra panchina e rigori, l’addio amaro di Iniesta alla Spagna

La sconfitta della Spagna, eliminata dal Mondiale ai calci di rigore dalla Russia, segna l'ultima partita in Nazionale di Andres Iniesta: un epilogo triste, vissuto per metà anche dalla panchina

Piove. Per chi è abituato a fare i propri spettacoli di magia all’aperto, su un grande prato verde, davanti a decine di migliaia di spettatori paganti, non dovrebbe essere un problema. L’Illusionista, Andres Iniesta però non si bagna per oltre un’ora. E non è una magia. L’allenatore della Spagna, Fernando Hierro, ha deciso di privarsi della classe e dell’eleganza del veterano ex Barcellona per puntare sulla gioventù di Asensio. Del resto chi crede più alla magia, al palla c’è palla non c’è, al pallone che lievita e finisce dolcemente sui piedi di un compagno pronto a fare gol.

LaPresse / AFP PHOTO / OZAN KOSE

Iniesta assiste alla sofferenza della sua Spagna contro la Russia dalla panchina, lui che alle difficoltà c’è abituato. Cresciuto a Fuentealbilla (Albacete), uno piccolo paesino della Mancia dove fame e povertà erano all’ordine del giorno. Figlio di un muratore ed una casalinga, Andres ha imparato cosa sia la resilienza, così come ad aspettare e cogliere le proprie occasioni. Il momento prima o poi arriva. Hierro si gira verso la panchina, lo chiama, lui risponde. Entra in campo e la Spagna si risveglia, grazie al suo aiuto, come la gente di Fuentalbilla che ora lavora grazie alle terre che si è premurato di acquistare per generare posti di lavoro.

Foto LaPresse – Fabio Ferrari

Questo è Andres Iniesta: l’antidivo per eccellenza, un uomo che fa tanto ma in silenzio, in possesso di un talento immenso ma mai ostentato, mai fine a se stesso. Il giocatore che ogni allenatore vorrebbe, umile intelligente e decisivo. Non sempre però ad ogni storia corrisponde un lieto fine. La Russia resiste, la Spagna non segna. Si va ai rigori. Tremano le gambe a tutti, è dunque Iniesta a farsi coraggio, prendere il pallone in mano e calciare per primo. L’ultima magia: Akinfeev ipnotizzato, palla da una parte e portiere dall’altra. Sfortuna vuole che Koke e Iago Aspas non facciano lo stesso.

Foto LaPresse – Fabio Ferrari

Sta ancora piovendo sul Luzhniki, le gocce di pioggia si uniscono alle lacrime: adesso l’Illusionista si bagna, per l’ultima volta con la maglia della Spagna. Cala il sipario sulla storia: dagli Europei vinti nel 2008 (Austria-Svizzera) a quelli del 2012 (Polonia-Ucraina), passando per il gol nei supplementari della finale di Sudafrica 2010 contro l’Olanda, ribattezzato ‘Iniestazo‘ in suo onore. Cala il sipario, oggi l’ultima magia dell’Illusionista, Andres Iniesta.

LaPresse / AFP PHOTO / OZAN KOSE