Il profumo dell’addio e la verità sulla finale, a tutto Buffon: “ecco cosa è successo nello spogliatoio di Cardiff”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Gigi Buffon ha parlato, tra le altre cose, di quanto accaduto a Cardiff e dell'addio di Leonardo Bonucci

La delusione di Cardiff non è ancora stata smaltita del tutto, l’unico modo per superarla è ritornare a giocare quella finale di Champions per provare, questa volta, ad alzarla. Gigi Buffon sa che il tempo stringe, ma in questo momento il futuro non lo preoccupa, ci sono ancora tanti obiettivi da raggiungere a partire dal settimo scudetto di fila con la Juventus per arrivare ai Mondiali del prossimo anno.

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“Quest’anno potrebbe essere l’ultima chiamata ed è molto elettrizzante. Cerco di prendere l’aspetto speciale della cosa, come in tutte le esperienze” commenta il portiere bianconero ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Quando vai in un posto e pensi che sia l’ultima volta ne apprezzi di più la bellezza e desideri cristallizzare emozioni che ti porterai dentro per sempre. Sarà speciale come stagione, ma voglio renderla ancora più formidabile con prestazioni all’altezza del mio nome, che possano aiutare la Juve a ribadire le belle annate da cui veniamo. La Champions è sempre stata ed è tutt’ora un pungolo per migliorare e assaporare determinate emozioni, come confrontarmi con determinati giocatori su certi palcoscenici. Ma non mi trasmette ansia e non è un’ossessione.

Buffon Juventus
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Non ha mai avuto un’accezione negativa per me e non la avrà ora. Ultima stagione? I tormentoni mi sono sempre stati sulle scatole e non voglio diventarlo io. Quindi non chiedetemelo ogni tre partite. Attendo con trepidazione un campionato più equilibrato, dove si rivedranno i valori di squadre che hanno passato stagioni di decadenza. Renderà più godibile la A per gli sportivi, anche se l’anno scorso sia il Napoli sia la Roma hanno dato battaglia”. Per quanto riguarda quanto accaduto a Cardiff, Buffon prova a fare chiarezza: “ciò che si è detto m’interessa poco, non abbiamo perso per fantomatiche liti ma perché abbiamo trovato una squadra superiore. Più forti in Italia? Siamo diversi. Bonucci e Alves hanno caratteristiche atipiche per i ruoli che ricoprono, di conseguenza il nostro modo di giocare di sicuro sarà differente.

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Migliore o peggiore non so, dobbiamo aspettare per dirlo. Perché via? Leo sentiva dentro il bisogno di una nuova sfida e il Milan lo ha intrigato. Dani probabilmente anche: quando arrivi alla nostra età e non sei di nessuna parrocchia vuoi metterti alla prova in tutte le nazioni. Bonucci? Ci siamo messaggiati, quello che ci siamo detti resta tra di noi. Gli vorrò sempre bene, con lui c’era un’empatia molto forte, è cresciuto tanto in questi 7 anni, come calciatore e come temperamento. Lui ha fatto bene alla Juve e noi come gruppo abbiamo fatto bene a lui. Tradito? No. Ognuno ha le proprie situazioni, anche familiari e personali, che hanno un peso.  Non cambierei questo gruppo di difensori con nessuno al mondo. Lo dico con convinzione, perché per l’esperienza che ho posso dire che i nostri sono i migliori sulla piazza. Non lo dico per perorare una causa di gruppo ma perché lo penso. Sei anni fa dissi che il nostro terzetto era il migliore d’Europa, uno dei migliori, per come è assemblato, in cui ho giocato. Tutti si misero a ridere, ma in un anno o due è andata esattamente come dicevo.

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Il discorso poi scivola su Bernardeschi: “la 10? Federico è stata una grande operazione societaria, è un talento puro. Ragazzo giovane con margini di miglioramento tecnici e fisici enormi, ha un’umiltà e una voglia di apprendere e una cattiveria che ho visto in pochi ragazzi. All’inizio trarrà più beneficio lui dalla Juve, nel lungo termine diventerà un giocatore di riferimento per i tifosi e per la squadra. La dieci però è una maglia importante, pesante, vanno fatte tante valutazioni per cercare di non rallentare la crescita di un grande talento. Dybala? Inutile stare dietro alle voci. Nessuno finché chiude il mercato è sicuro di restare.

Szczesny - ph Twitter Juventus
Szczesny – ph Twitter Juventus

Però le dichiarazioni della società e di Dybala hanno un peso. Servirà alla Juve per arrivare dove non siamo ancora arrivati. Szczesny? Abbiamo un bel gruppo di portieri, metto dentro anche Del Favero e Pinsoglio. Siamo collaudati e abbiamo tutti voglia di migliorarci e di apprendere, io per primo. Vedendoli in allenamento so di poter carpire qualcosa da loro. Szczesny l’anno scorso è stato il miglior portiere del campionato, la Juventus ha fatto un’operazione giustissima per­ché avrà un lungo futuro in bian­conero. Spero di poterlo aiutare. De Sciglio può tornare quello di prima? Me lo auguro perché Mattia era in una fase di stallo, non so per quale motivo, dalla quale doveva scappare per trovare una consacrazione. E alcune volte per farlo devi cambiare ambiente.

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Nulla in Italia più della Juve ti può aiutare. Milan per lo Scudetto? Lo considero tale, hanno speso tanti soldi, anche se in questo mercato non mi sorprende nien­te, c’è uno stato di indefinitezza del valore. Non riesco più a capi­re quali siano i parametri per valutare un giocatore. È tutto molto aleatorio e tutto è in mano a chi ha più soldi: oggi 10, domani 100. Giusto il FFP? Sì, a delle norme di valutazione per mettere dei parametri. Mi sembra tutto finto. Perché Ney­mar vale 220 milioni e non 600? Mio nonno da piccolo diceva sempre: gonfia gonfia, il pallon­cino poi scoppia. Var? Aiuterà si­curamente gli arbitri e spegnerà le polemiche. Io rianalizzerei gli ultimi 6 campionati con la Var, si vedrebbe che abbiamo vinto e meritato sul campo”.