L’aspetto più importante nel calcio, ma anche negli altri sport di squadra, è quello dei risultati. Tuttavia, c’è un altro aspetto fondamentale che è quello dei bilanci delle società, che è legato a quello delle vittorie. Se vinci la maggior parte delle partite che giochi, infatti, porti a casa i trofei, i tifosi riempiono lo stadio, comprano i prodotti ufficiali e le società fanno cassa.

Va anche detto che vincere non basta. A influire sui bilanci delle società ci sono gli stipendi del personale, cioè calciatori, allenatori, membri dello staff tecnico e della dirigenza. Da qualche anno si guarda con attenzione ai fatturati delle squadre di calcio in Italia, a causa della mancanza di risultati delle italiane nelle coppe europee e delle difficoltà economiche di alcune società che sono fallite o hanno rischiato di sparire, come nel caso del Napoli, della Lazio e del Parma. Si paragonano i ricavi delle più importanti squadre italiane con quelli delle società straniere e il divario, nell’ultimo decennio, purtroppo è aumentato. La Juventus, grazie ai quattro scudetti consecutivi e al raggiungimento della finale di Champions League, poi persa contro il Barcellona, ha incrementato i suoi ricavi, arrivando a 328 milioni, più di Milan (224), Roma (187) e Inter (181).

Tuttavia, le principali squadre europee hanno ricavi molto più alti: il Real Madrid è primo a 578 milioni, il Barcellona secondo a 566, il Manchester United è terzo a 519 e il Bayern Monaco quarto a 474. Seguono in questa classifica il Manchester City a 462 milioni, l’Arsenal a 453 e il Chelsea a 413 milioni di Euro. Com’è possibile che queste squadre, le cui società spendono milioni di Euro per acquistare i migliori giocatori a disposizione guadagnino così tanto?
La risposta sta nei cotratti pubblicitari sottoscritti, nei biglietti acquistati dagli spettatori, nella vendita di prodotti ufficiali e nelle amichevoli estive giocate in altri continenti. L’insieme di questi elementi garantisce alle società straniere guadagni decisamente più alti rispetto a quelle italiane, che dipendono troppo dai soldi ottenuti tramite la cessione dei diritti televisivi.

Infatti, se la Juventus, con i diritti tv, ha incassato 106 milioni nella scorsa stagione, secondo la “Gazzetta dello Sport“, il guadagno ottenuto dai bianconeri grazie allo Juventus Stadium (10 milioni dall’hospitality; 3 dall’attività no matchday; 6 da tour, museo, membership, Accendi una Stella) è di molto inferiore rispetto agli incassi che Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco ottengono con le attività legate ai loro stadi, grazie ai quali guadagnano, rispettivamente 50, 43 e 38 milioni di Euro, senza tenere in considerazione la vendita dei biglietti delle partite. Le cose peggiorano con la sottoscrizione dei contratti pubblicitari: basti pensare che il Manchester United, nonostante non avesse vinto niente nella stagione 2013/2014, chiuse un contratto di sponsorizzazione di 10 anni con la Adidas che, a partire da questa stagione, garantirà ai Red Devils un guadagno di 941 milioni di Euro.

La Juventus può consolarsi con il fatto di aver chiuso il bilancio della scorsa stagione in attivo di 2 milioni, dopo cinque anni in rosso, nonostante l’aumento del monte ingaggi, che ha raggiunto quota 198 milioni. Le altre squadre italiane stanno messe peggio: il Milan ha chiuso il bilancio 2014 con un -91 milioni, nonostante la riduzione del monte ingaggi; la Roma con un passivo di 41 milioni; peggio ha fatto l’Inter con 140 milioni di Euro di passivo. La gravità della cosa è accentuata se si pensa che il Real Madrid, che nella scorsa stagione ha vinto solo (si fa per dire) la Supercoppa europea e il Campionato del mondo per club, ha chiuso il bilancio 2014/2015 con un utile di 42 milioni, il Barcellona del secondo “triplete” con un +45 e il Bayern Monaco, che ha vinto solo la Bundesliga, 24 milioni. Le società italiane devono invertire la tendenza e imitare gli esempi delle squadre straniere, altrimenti il divario, in termini di guadagni, è destinato ad aumentare.
