I mostri del bullismo sconfitti dall’amore per l’Inter, il calcio che fa tornare a vivere: la storia di Pier Luigi [VIDEO]

Il bullismo che rovina la vita, il calcio che regala una speranza: la storia di Pier Luigi, un ragazzo che sta trovando la forza di ricominciare a vivere grazie alla sua Inter

LaPresse/Fabio Ferrari
LaPresse/Fabio Ferrari

Il calcio è qualcosa di eccezionale. Qualcuno si ostina a definirlo uno sport stupido in cui ‘22 uomini corrono dietro a una palla‘, ma per chi nella sua vita ha la fortuna di essere un tifoso, il calcio è una religione, un sentimento, qualcosa di magico: il calcio può arrivare anche a dare la vita. Non ci credete? Leggete questa storia.

Pier Luigi MazzeiIl protagonista è Pier Luigi Mazzei, un ragazzo che vive in un piccolo paesino della Calabria. Suo mal grado, Pier Luigi, da piccolo ha subito gravi violenze da parte di un branco di bulli che un giorno in classe, lo hanno pestato a sangue. La scuola ha coperto i bulli, l’omertà negli anni 90 regnava sovrana: la preside, gli insegnanti, il personale scolastico, non erano al corrente di questa aggressione, ridotta a semplice ‘litigio fra ragazzi‘. Nessuno ha visto o sentito nulla, come racconta la mamma, si è arrivati al punto di asserire che “Pier Luigi si sia picchiato da solo“.

Pier Luigi MazzeiLa cosa più grave è che il Pier Luigi che è tornato a casa quel giorno non è stato più lo stesso. Freddo, spento, senza emozioni. Ha iniziato ad avere paura di stare con gli altri, compagni di scuola, amici estranei. L’unico luogo sicuro era casa sua, nella quale era un corpo estraneo alla vita della famiglia: “non aveva fame, mangiava solo perchè mangiavamo noi, non parlava, non provava emozioni, ci chiedeva il permesso anche di andare in bagno, era un sasso“, ha spiegato la madre.

Cattura2Qualche tempo dopo i genitori, da soli contro l’omertà generale, hanno deciso di denunciare l’aggressione, ma visti i tempi dilatati in cui è stata presa la decisione, l’unico iter giudiziario possibile si è rivelato essere quello civile. La corte ha concesso un rimborso di 3900€ alla famiglia, affermando però che alcune lesioni fisiche erano già presenti nel ragazzo e che il pestaggio non avrebbe avuto conseguenze sulla psiche del ragazzo.

CatturaLa verità era diversa ed era sotto gli occhi ti tutti, la differenza stava nel volerla guardare o meno: Pier Luigi aveva un’epilessia parziale dalla nascita, vero, ma era un ragazzo come tanti, viveva una semplice vita normale e si divideva fra scuola e pallone, il sogno era diventare un portiere come il suo idolo Walter Zenga. Da quell’aggressione è cambiato tutto, quel sogno è andato in frantumi, come la sua vita, adesso che ha 36 anni ed esce dalla sua stanza solo per guardare le partite con suo padre, lui tifoso dell’Inter, sua unica, piccola, grande passione.

Pier Luigi MazzeiLa storia di Pier Luigi sarebbe rimasta nell’ombra per chissà quanto tempo se il programma Mediaset ‘Le Iene‘, non avesse portato alla luce questa vicenda. La ‘Iena’ Nina Palmieri, dopo aver conosciuto Pierluigi, ha voluto esaudire l’unico sogno della sua vita: andare a vedere l’Inter allo stadio. In occasione di Napoli-Inter, Pier Luigi è stato accolto come ospite speciale allo stadio San Paolo e nonostante la sconfitta dei nerazzurri, per la prima volta dopo tanti anni, è tornato a ridere, parlare e provare una forte emozione, come raccontato dalla sorella: “oggi è il giorno più bello ed emozionante della nostra vita. Pier Luigi appena rientrato ha raccontato molto, ha parlato come non ha mai fatto in vita sua. Io, a momenti, non ricordavo più la sua voce“.

LaPresse/Spada
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‘Le Iene’ hanno poi aperto una pagina Facebook per fa si che, chiunque volesse, possa esprimere la sua solidarietà a Pier Luigi e fargli sentire l’affetto e la vicinanza da parte ‘degli altri‘ che tanto gli sono mancati in questi anni. Una storia che si avvia verso un piccolo lieto fine e il merito è ancora una volta di quello sport in cui ’22 uomini corrono dietro ad una palla’.