Hamed e Amad Traorè nei guai: false identità e ‘finto padre’, rischiano una lunga squalifica

Hamed e Amad Traorè coinvolti in una torbida vicenda: avrebbero mentito per entrare in Italia. Sassuolo e Atalanta estranee ai fatti, i calciatori non sono indagati ma rischiano una lunga squalifica

I fratelli Hamed e Amad Traorè sono finiti coinvolti in una particolare vicenda giudiziaria. Stando a quanto si legge sulla ‘Rosea’, la Procura di Parma ha accusato di “falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” cinque ivoriani: il 56enne Bly Blaise Tehe, la 41enne Marina Edwige Carine Teher (dipendente dell’Atalanta), il 42enne Zadi Gildas Abou, lla 39enne Larissa Ghislaine Teher e il 45enne Hamed Mamadou Traore, quasi un ‘padre in prestito‘ per i due giovani calciatori di Sassuolo e Atalanta che, per ora, non sono indagati ma sono stati ascoltati come persone informate sui fatti. Le due società sono invece estranee ai fatti.

La vicenda nasce da un’inchiesta conclusasi nel dicembre 2017 che ha portato all’arresto di Giovanni Damiano Drago, Demoya Yves Gnoukouri e Kone Abdouraman. Drago dichiarò di essere a conoscenza che Tehe, coimputato nello stesso procedimento, avrebbe consentito l’ingresso irregolare in Italia di 5 promesse del calcio ivoriano. Tra di essi figurerebbero anche i fratelli Traorè che, se il tutto venisse confermato dalle indagi, rischiano una lunga squalifica.