Il caso riguardante l’arresto di Hakeem Al-Araibi ha sconvolto il mondo del calcio. Il giocatore fu arrestato nel 2012 con l’accusa di aver partecipato ad alcune sommosse nel 2011, pur avendo dato prova di essere impegnato in una partita di calcio in Qatar. Nel 2014, Al-Araibi venne condannato a 10 anni di reclusione con l’accusa di aver dato fuoco ad una stazione di polizia, ma riuscì a scappare in Australia ottenendo diritto d’asilo. Nel 2018, il calciatore è stato catturato all’aeroporto di Bangkok dall’interpol del Bahrein, mentre era appena giunto in Thailandia per il viaggio di nozze.
In questio giorni il governo australiano si sta impegnando a rinnovare la richiesta per il rilascio del giocatore che intanto è stato portato in udienza, lunedì scorso, a piedi nudi, vestito da carcerato e incatenato mentre gridava: “non mandatemi in Bahrein”. Per sostenere il ragazzo è stato lanciato un hashtag #SaveHakeem, alla condivisione del quale ha partecipato anche il difensore della Juventus Giorgio Chiellini che ha pubblicato il post sul suo profilo Twitter scrivendo: “spero in una soluzione veloce in modo che Hakeem Al-Araibi possa tornare a casa in Australia“.

