Un pieno di emozioni all’Arena Conda’. Per la prima volta dal disastro aereo dello scorso 29 novembre vicino Medellin, in cui hanno perso la vita 71 persone, la Chapecoense e’ tornata in campo. Lo ha fatto nel suo stadio, per l’amichevole contro il Palmeiras (dove ha fatto il suo esordio l’ex interista Felipe Melo), l’ultima squadra affrontata prima della tragedia. Prima del calcio d’inizio, le famiglie delle vittime sono state omaggiate con le medaglie commemorative della Copa Sudamericana assegnata d’ufficio alla Chapecoense, che era volata a Medellin proprio per disputare la finale d’andata contro l’Atletico Nacional.
E’ stata la stessa squadra colombiana a chiedere alla Conmebol che la sfortunata societa’ brasiliana venisse proclamata vincitrice e oggi e’ avvenuta la consegna del trofeo, alla presenza anche degli unici giocatori superstiti al disastro aereo, il portiere Jackson Follmann – a cui e’ stata amputata una gamba -, l’esterno Alan Ruschel e il difensore Neto. “Sono ancora ricoverato in ospedale ma essere oggi qui e’ per me una grande emozione – le parole di Follmann – Sognavo di fare la storia, di ripercorrere le orme di un portiere come Nivaldo ma Dio ha voluto che le cose andassero in questo modo, tocca poi a noi andare avanti ed e’ quello che faro’“.
La societa’ ha ricostruito la squadra, anche con l’aiuto degli altri club brasiliani, ma Ruschel e Neto contano di unirsi presto ai nuovi compagni. “I medici mi hanno detto che in sei mesi avro’ recuperato, mi rimetto nelle mani di Dio, non voglio avere fretta“, chiarisce Ruschel. E a voltare definitivamente pagina ci ha pensato il difensore Douglas Grolli, cresciuto nel settore giovanile: suo il primo gol della nuova Chapecoense. (ITALPRESS).
