Nelle ultime ore sulla nazionale di calcio della Turchia sono piovute pungenti critiche. Il motivo? L’esultanza in posa militare dei calciatori dopo la vittoria nel match contro l’Albania. Il gesto è stato chiaramente rivolto verso il presidente Erdogan, appoggiando la decisione della Turchia di bombardare i territori curdi in Siria. Atto fortemente condannato da più parti.
In Italia è stato Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, ad esprimere una delle condanne più dure: “se i calciatori turchi Demiral della Juventus e Under della Roma vogliono fare i nazionalisti e applaudire all’attacco militare della Turchia contro i curdi lo vadano a fare a casa loro, a Istanbul o ad Ankara. Sono pro Erdogan? Benissimo tornino a giocare in Turchia, vadano al Galatasaray, al Besitkas, al Fenerbahce o dove vogliono, così potranno applaudire il loro regime direttamente da sotto il balcone di Erdogan. Bene hanno fatto i tifosi juventini e romanisti a chiedere loro sui social di andarsene e sfilarsi la maglia dei loro club. Mi unisco alla richiesta, andatevene in Turchia e rinunciate ai vostri ingaggi milionari pagati dai club italiani: l’Italia è per la democrazia e per la pace, l’Italia è per la libertà, per il rispetto dei popoli e della vita altrui. Non siete d’accordo? Tornatevene in Turchia dal vostro Erdogan“.
