Una storia speciale, una storia da brividi. Una storia che parla di guerra, di paura, ma anche di coraggio e altruismo. Lucas Rangel ha raccontato a BBC Sport la sua avventura in Ucraina: “era un suono assordante, qualcosa che non avevo mai sentito prima. Volavano molto bassi, quindi ho pensato che ‘è fatta, ci attaccheranno’“, affermato il calciatore brasiliano, che lo scorso 24 febbraio ha deciso di fuggire dalla città di Poltava, nell’Ucraina orientale, nel tentativo di raggiungere il confine polacco.
Quel giorno poi non c’è stato alcun bombardamento, ma il calciatore brasiliano non potrà mai dimenticare la prima volta che ha visto i caccia russi. Nonostante lo shock e la paura, a Rangel non è sfuggito un messaggio ricevuto sui socialda un amico: l’influencer brasiliano Anderson Dias, che cercava aiuto per portare la suocera ucraina fuori dal paese.
“Ho un aereo privato pronto a salvare 14 persone dall’Ucraina“, ha scritto Dias, che ha 1,4 milioni di follower su Instagram. “Uno di quei posti è per la madre della mia ragazza, quindi ci sono altri 13 posti rimasti. Se qualcuno conosce i calciatori che vogliono andarsene, per favore fatemelo sapere! Ho solo bisogno di qualcuno che la porti in macchina dalla sua città“, ha aggiunto, riferendosi al fatto che alcuni giocatori brasiliani dello Shakhtar Donetsk e della Dynamo Kyiv erano bloccati in hotel a Kiev.
Tre ore dopo la pubblicazione del messaggio di Dias, Rangel era già riuscito a mattersi in viaggio insieme alla donna 52enne, in direzione Cracovia, in Polonia, dove ad attenderli c’era un volo diretto a Porto.
“Quando ho pubblicato quel post ho ricevuto molti messaggi, ma la maggior parte non si sono rivelati utili poichè di persone che erano lontane rispetto a dove viveva mia suocera. Poi qualcuno mi ha menzionato Lucas, dandomi anche il suo numero. Abbiamo parlato brevemente e ha accettato di aiutarmi subito. È il vero eroe di questa storia”, ha raccontato Dias.
Il giocatore brasiliano ha impiegato solo 20 minuti per trovare la donna: “era la cosa giusta da fare, non ne ho dubitato per un secondo, abbiamo creato un gruppo WhatsApp e siamo rimasti in contatto fino alla fine. Ho inviato foto e la nostra posizione per tutto il tempo”.
Un viaggio interminabile, con temperature gelide, che hanno toccato i -11 °C e una volta arrivati al confine polacco hanno trascorso la notte al gelo, con la legna che è durata fino all’una di notte. “Inoltre, avevamo a malapena cibo. Ho dovuto dare il mio a Tetiana perché ne aveva più bisogno di me. Non dormivamo da tre giorni e ci sentivamo molto stanchi, quindi ad un certo punto abbiamo deciso di cercare un allenatore che ci facesse entrare“, ha aggiunto Rangel.
Dopo diversi tentativi sono riusciti a trovare un pullman disposto a portarli alla loro meta. Il 28 febbraio, finalmente, hanno raggiunto l’aeroporto di Katowice dove ad attenderli c’era il volo promesso dall’influencer brasiliano, la cui suocera è al sicuro a Porto.
Rangel, invece, è tornato in Brasile, dove ha raggiunto la sua famiglia.
