Federico Bernardeschi e la malattia al cuore: “mi dissero che non potevo più giocare a calcio”

Federico Bernardeschi si racconta, il calciatore della Juventus svela un retroscena sulle sue condizioni di salute

E’ svoltata la stagione d Federico Bernardeschi. Il calciatore della Juventus è reduce da una serie di prestazioni positive, finalmente è riuscito a mettere in mostra tutte le sue qualità dal punto di vista tecnico. Si è comportato sempre da grande professionista, l’intenzione è quella di diventare un punto di riferimento anche dentro il rettangolo di gioco. La stagione è ancora lunga e la Juventus sarà chiamata da tanti impegni tra campionato e Champions League.

Bernardeschi si è raccontato con Diletta Leotta in un’intervista a DAZN, sono stati svelati anche retroscena a sorpresa: “nella vita ho scoperto col tempo che ho sempre dato meno peso alle cose materiali e più peso agli affetti umani. Stare con tutte donne in casa è la cosa più bella del mondo. Le donne sono molto più avanti di noi uomini. Si sta bene: sono sempre coccolato e amato. Quando sono off, adesso che sono orgogliosamente padre, cerco di dedicare più tempo alle mie due figlie, Deva e Lena”.

Bernardeschi
Foto di Angelo Carconi / Ansa

“Mi avete portato una cosa per cui impazzisco: la liquirizia! Non potete immaginare quanta ne ho mangiata da bambino! È una passione trasmessami da mamma Paola. Purtroppo, crescendo e diventando un calciatore professionista, ho potuto permettermela sempre di meno… ma dai una, nel giorno di Day Off, me la posso concedere. Se devo concedermi un altro sfizio…punto sulla pasta, in particolare la mia preferita è la cacio e pepe”.

Poi una confessione: “arrivando alla Juve, in bianconero, il sogno si è realizzato. Il mio percorso è stato pieno di tante avversità. Ognuno ha il suo, a me il mio piace tantissimo. Anche le sofferenze, bellissime. Non rinnego niente. Dalle sofferenze ho sempre imparato qualcosa di bellissimo. Ad esempio a 16 anni mi hanno fermato per il cuore, mi dissero che non potevo più giocare a calcio. È stato pazzesco, son dovuto stare in casa senza fare attività fisica di nessun tipo per 6 mesi. In quel periodo mi sono avvicinato moltissimo alla fede, pregavo tanto. Però non stavo bene, anche i miei amici me lo facevano notare”.