“La cessione di Douglas Costa alla Juventus? Dopo poco tempo che era qui voleva più soldi nonostante non giocasse bene“. Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco, non rimpiange l’esterno brasiliano andato ai bianconeri in prestito con obbligo di riscatto.
Ai microfoni dei tedeschi di Sky, il dirigente bavarese fa capire che la politica del club è di massima intransigenza davanti a certi atteggiamenti e loda i rivali del Borussia Dortmund per come stanno gestendo il caso Dembelé. “Se un giocatore non si presenta a un allenamento, la responsabilità è sua. I giocatori non vanno trattati come divi, altrimenti si comportano da tali. Il Borussia si è comportato in maniera molto intelligente e tranquilla. Quando sei un grande club, devi mostrare la tua forza di tanto in tanto: se non ottieni quello che chiedi, il giocatore resta. Il 31 agosto arriverà presto e fino ad allora possono lasciarlo allenare. E se alla fine resterà, metterà il piede sull’acceleratore dall’1 settembre perchè non vorrà che il suo valore diminuisca“. Inevitabile anche un commento sull’affare Neymar, pagato dal Psg 222 milioni di euro. “Non lo ritengo così forte – la critica di Hoeness – penso che il Psg, pagando quella cifra, si sia dimostrato debole come club“.
