A Crotone il Napoli impara il segreto delle grandi: vincere senza meritare. Il calo fisico e tecnico però è evidente: di questo passo lo scudetto è della Juventus

Il Napoli passa di misura a Crotone grazie al 117° gol di Hamsik in maglia azzurra: record che maschera un calo fisico e tecnico fin troppo evidente

LaPresse/Francesco Mazzitello

L’anticipo di un particolare venerdì di fine anno regala al Napoli 3 punti e, per quello che può valere vista l’assenza della pausa invernale, il titolo di campione d’inverno. I partenopei passano a Crotone di misura, grazie al 117° gol di Hamsik con la maglia del Napoli, un record che maschera i difetti della squadra di Sarri. Un binomio difficile da trovare ‘difetti’ – ‘squadra di Sarri’, ma che nell’ultimo periodo è abbastanza evidente. Nelle ultime 5 gare, nelle quali sono arrivati il ko contro la Juventus e lo 0-0 con la Fiorentina, gli azzurri hanno collezionato 3 vittorie, ma una sola convincente (1-3 a Torino), soffrendo contro Sampdoria (3-2 in doppia rimonta) e quest’oggi contro il Crotone. Per gli amanti dei numeri parlano chiaro quelli legati ai gol, 7 segnati in 5 partite (ma 6 tra Sampdoria e Torino) e 4 subiti. Cifre che indicano un attacco che non segna con la stessa regolarità alla quale ci ha abituato, indice puntato verso Mertens a secco a diverse gare e ben lontano dalle medie della scorsa stagione, e una difesa che nonostante sia la seconda meno battuta del campionato inizia a scricchiolare. Proprio il reparto arretrato oggi ha rischiato grosso. Difficoltà nell’uscita del pallone, così come scarsa spinta offensiva sulle fasce e una generale sufficienza che stava per costar cara in più occasioni: imperdonabile l’errore di Reina che stava per regalare il gol che avrebbe fatto venir giù lo Scida a Trotta, autore di un fantastico pallonetto da fuori area.

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Un Crotone che gioca compatto, attento e organizzato sfrutta soprattutto un calo fisico degli uomini di Sarri, praticamente ‘costretti’ alla titolarità. È risaputo come il tecnico ex Empoli abbia 11 titolari e 2 cambi (Zielinski e Diawara) e punti soprattutto su questi uomini che, con 3 competizioni all’attivo e un intero girone di campionato sulle spalle, avrebbero bisogno di ricambi all’altezza. Proprio il logorio fisico rischia di diventare il problema del Napoli. Quest’oggi contro il Crotone è andata bene: al netto di una traversa di Insigne e qualche palla gol sprecata, ci sono state troppe occasioni concesse al Crotone, che nel finale recrimina anche per un contatto in area che l’arbitro ha giudicato regolare. In futuro però con avversari più forti potrebbe non essere così semplice. E dietro c’è sempre la Juventus che di squadre ne può schierare addirittura due. Basta guardare il reparto offensivo. Se Insigne (ma anche Callejon o Mertens) non brilla come oggi, il Napoli è costretto ad inventarsi Zielinski nel trio d’attacco. La Juventus può permettersi il lusso di lasciare Dybala in panchina e pescare a caso fra Douglas Costa, Cuadrado, Bernardeschi, Mandzukic, Pjaca e cambiare modulo in base alle proprie esigenze. Il Napoli merita lo Scudetto, ma senza un mercato che puntelli adeguatamente la rosa per renderla finalmente competitiva, la Juventus rischia di ritrovarsi un’occasione fin troppo ghiotta per non essere colta, a portata di qualche milione in più da spendere.