Cristiano Ronaldo, ‘umiliazione’ e multa: provvedimento record dello United

La rottura tra il Manchester United e Cristiano Ronaldo è ormai inevitabile: i provvedimenti del club contro il portoghese

In casa Manchester United continua a tenere banco il caso Cristiano Ronaldo, reduce da un gesto discutibile durante il match di Premier League contro il Tottenham di Antonio Conte. I Red Devils sono in netta ripresa dopo un inizio di stagione deludente, la squadra di ten Hag si è portata al quinto posto e la zona Champions League è ormai vicinissima. Anche la vetta della classifica è distante appena 8 punti.

La partita contro il Tottenham si è conclusa sul risultato di 2-0, la sfida si è sbloccata nel secondo tempo con la marcatura di Fred, poi il raddoppio di Bruno Fernandes. La gara è salita alla ribalta anche per un altro motivo, il comportamento di Cristiano Ronaldo. Il portoghese si è rifiutato di entrare in campo e addirittura ha abbandonato lo stadio prima del fischio finale.

La conferma di ten Hag

Ten Hag
Foto di Stian Lysberg Solum / Ansa

Lo stesso ten Hag ha svelato i dettagli sul comportamento di Cr7: “sì, Cristiano si è rifiutato di entrare. Per questo ci devono essere conseguenze, è importante per la mentalità e l’attitudine del gruppo. Ciò di cui abbiamo parlato resterà tra lui e me. Le mie affermazioni comunque penso siano chiare: Ronaldo rimane un giocatore importante della prima squadra. Io sono il manager, sono il responsabile della cultura di squadra, devo fissare degli standard e dei valori e devo controllarli”. Subito dopo il gesto Cristiano Ronaldo si è scusato sui social.

“Ho sempre cercato di essere io stesso l’esempio per i giovani che sono cresciuti in tutte le squadre che ho rappresentato. Sfortunatamente non è sempre possibile e a volte ci si fa prendere dalla foga e, a caldo, si prendono decisioni sbagliate. Come ho sempre fatto in tutta la mia carriera, cerco di vivere e giocare con rispetto verso i miei colleghi, i miei avversari e i miei allenatori. Questo non è cambiato. Io non sono cambiato. Sono la stessa persona e lo stesso professionista che sono stato negli ultimi 20 anni giocando ai massimi livelli e il rispetto ha sempre giocato un ruolo molto importante nel mio processo decisionale. Ho cominciato molto giovane, e gli esempi di giocatori più grandi ed esperti sono stati sempre molto importanti per me. Per questo, in seguito, ho sempre cercato di essere io stesso l’esempio per i giovani che sono cresciuti in tutte le squadre che ho rappresentato. Sfortunatamente non è sempre possibile e a volte ci si fa prendere dalla foga e, a caldo, si prendono decisioni sbagliate. In questo momento, sento solo di dover continuare a lavorare sodo a Carrington, supportare i miei compagni di squadra ed essere pronto a tutto in ogni partita. Cedere alla pressione non è un’opzione. Non lo è mai stato. Questo è il Manchester United e uniti dobbiamo resistere. Presto saremo di nuovo insieme”.

I provvedimenti

I provvedimenti nei confronti di Cristiano Ronaldo sono stati pesantissimi, uno già ufficializzato. Il portoghese non è stato convocato per la partita contro il Chelsea, big match della giornata di Premier League. Cr7 è stato inoltre declassato nell’Under 21 e addirittura sono circolate voci di richiesta del tecnico ten Hag di rescissione del contratto per il portoghese. In più è stata decisa una multa record tra 720mila e un milione di sterline, circa due settimane dello stipendio percepito a Manchester dal calciatore. L’addio a gennaio è ormai inevitabile, forse tramite rescissione del contratto.