Brasile e Iran hanno gia’ staccato il biglietto per i Mondiali assieme alla Russia padrona di casa ma da domani cominciano i veri test in vista del 2018. San Pietroburgo, Mosca, Kazan e Sochi ospitano la Confederations Cup, tradizionale appuntamento che cade nell’anno prima del Mondiale e che serve da prova generale per gli organizzatori ma non solo.
Per le nazionali campioni dei vari Continenti ci sara’ la possibilita’ di prendere un primo contatto con l’ambiente con cui si confronteranno fra dodici mesi anche se poi non sempre funziona tutto a dovere, vedi l’Italia di Prandelli e la famosa preparazione per il clima di Manaus che servi’ solo a battere l’Inghilterra prima delle sconfitte con Costa Rica e Uruguay. Quella al via domani, tra l’altro, potrebbe essere anche l’ultima edizione della Confederations Cup visto che alla Fifa si starebbe pensando di sostituirla con un Mondiale per club allargato. Intanto il ruolo di star indiscussa spettera’ a Cristiano Ronaldo, negli ultimi giorni finito sotto accusa col fisco spagnolo ma reduce da una delle sue annate migliori, con tanto di trionfi in Liga e in Champions che dovrebbero spalancargli le porte dell’ennesimo Pallone d’Oro. Il suo Portogallo, dopo l’impresa di Euro2016, punta a stupire ancora e non a caso Fernando Santos ha confermato parecchi degli uomini che hanno avuto successo in Francia. Assente per infortunio l’interista Joao Mario, c’e’ curiosita’ per vedere all’opera il neo acquisto del Milan Andre’ Silva, ‘raccomandato’ dallo stesso CR7. Il Portogallo e’ finito nel girone ‘debole’ che comprende anche Russia, Messico e Nuova Zelanda.
I padroni di casa sono in una fase di transizione che dovrebbe completarsi in tempo per il Mondiale. Ignashevich e Vasily Berezutsky hanno detto basta con la nazionale, Shirokov si e’ ritirato e alla Confederations mancheranno per infortunio le stelle Zobnin, Dzagoev e Dzyuba. Sara’ l’occasione per il ct Cherchesov per mettere alla prova alcuni dei talenti emersi nelle ultime stagioni, come i 21enni Golovin e Miranchuk o il difensore Dzhikiya. In fase di rinnovamento anche la Nuova Zelanda che pero’ in attacco continuera’ ad affidarsi all’esperto Chris Wood mentre il Messico si presenta con una serie di calciatori nel pieno della maturita’ e forse all’ultima possibilita’ per scrivere un’importante pagina nella storia del Tri, dal Chicharito Hernandez a Carlos Vela, passando per il neo giallorosso Moreno, Hector Herrera e l’eterno Rafa Marquez. Molto piu’ equilibrato, almeno sulla carta, il girone B con Germania, Cile, Australia e Camerun.
I tedeschi, campioni del mondo nel 2014 in Brasile, si presentano in formato sperimentale, con Joachim Loew che vuole approfittare della Confederations per testare qualche elemento nuovo in vista dell’anno prossimo. E’ il caso di Joshua Kimmich, possibile erede di Lahm al Bayern e ora in nazionale, o Timo Werner, giovane bomber del Lipsia. In rampa di lancio anche il 21enne Niklas Sule, protagonista con l’Hoffenheim e gia’ prenotato dal Bayern, e Julian Brandt, ormai da qualche stagione splendida realta’ del Bayer Leverkusen nonostante i suoi 21 anni. Il Cile sogna un’altra grande impresa dopo aver portato a casa le ultime due edizioni della Coppa America con Vidal e Sanchez leader indiscussi della Roja mentre l’Australia rischia di ricoprire il ruolo di vittima sacrificale. Ai Socceroos, travolti martedi’ per 4-0 dal Brasile in amichevole, manca un po’ di esperienza e il forfait del capitano Jedinak e’ stato un brutto colpo. Il Camerun ha vinto un po’ a sorpresa la Coppa d’Africa a inizio anno ma da qui a pensare a un nuovo exploit ce ne corre. (ITALPRESS)
