Cinque anni dopo, lettera a Piermario Morosini

Cinque anni fa la morte avvenuta su un campo da calcio: l’inizio di un nuovo viaggio. O almeno, caro Morosini, a noi piace pensarla così

Ciao Piermario,

Sono passati cinque anni, eppure – senza nemmeno bisogno di chiudere gli occhi – quell’incubo è ancora lì davanti a noi. Tu, Piermario, steso su un campo da calcio, su quel prato verde che da luogo di divertimento, nel tuo caso lavoro, è diventato teatro di morte. O di un nuovo viaggio. Perché, chiamaci pure inguaribili ottimisti, Piermario, ma a noi piace pensarla così. Anzi, già ti immaginiamo lassù, con il tuo sorriso, con la tua allegria e con il pallone al tuo fianco, compagno inseparabile da sempre. Da quando, ragazzino, riempiva le tue giornate, fino a quel maledetto pomeriggio di cinque anni fa a Pescara: non hai smesso di rincorrerlo, fino all’ultimo istante. Così come noi non smetteremo mai di rincorrere te, per quell’ultimo abbraccio che prima o poi, siamo certi, riusciremo a darti.

Arrivederci Piermario, manchi davvero tanto.