Ci ha provato e ha sperato per piu’ di 40 minuti. L’impresa, clamorosa, storica, sembrava possibile. Ma ancora una volta, l’Atletico Madrid si e’ dovuto arrendere al Real, che si conferma, dopo le due finali di Lisbona e Milano, autentica bestia nera per Simeone.

Neanche un Calderon da brividi nella sua ultima uscita europea (sara’ sostituito dal Wanda Metropolitano) e’ riuscito a fare il miracolo: troppo pesante il ko dell’andata (3-0 con tripletta di Cristiano Ronaldo, stasera in serata un po’ cosi’) nonostante un avvio sprint, con due gol (Saul Niguez e Griezmann, su rigore) nei primi 16 minuti. Il Real, passata la nottata, e’ riuscito a piazzare la zampata prima dell’intervallo con Isco dopo una giocata da stropicciarsi gli occhi di Benzema. Di fatto la partita e’ finita li’, anche se i colchoneros ci hanno provato fino alla fine, conquistando comunque una vittoria simbolica ma meritata. A Cardiff va il Real e sara’ sfida d’altissimo livello contro la Juventus. Appena sei minuti e gia’ voti alti per i due portieri: Keylor Navas si esalta sulla girata ravvicinata di Koke, innescato da Ferreira-Carrasco; risponde Oblak, fondamentale il suo riflesso sul colpo di testa di Casemiro.

L’Atletico impone la forza della disperazione e del sostegno di un Calderon che vuole entrare nella storia alla sua ultima apparizione europea. E al 12′ e’ gioia colchonera: Saul salta piu’ in alto di Ronaldo e Varane, Navas nulla puo’. Cambia la partita e Simeone puo’ esaltarsi ancora: perche’ Varane stende ingenuamente Torres, Cakir assegna un rigore sacrosanto che Griezmann – a differenza che nella finale di Milano dello scorso anno – trasforma, anche se con un doppio tocco (come Bacca col Sassuolo, per intenderci) al momento della conclusione. Cakir non vede e convalida (si sarebbe dovuto ripartire da una punizione per il Real): 2-0 al 16′. Se il Cholo avesse dovuto disegnare l’avvio ideale, non avrebbe neanche osato immaginare tanta grazia. Zidane predica calma ai suoi, del resto – con l’eccezione di Danilo per l’infortunato Carvajal – il Real e’ lo stesso che dieci giorni fa ha letteralmente annichilito i ‘cugini’ appena 8 giorni fa.

E a Zizou di certo non mancano i campioni. E allora, da una giocata monstre di Benzema (sulla linea di fondo fa fuori Savic, Godin e Gimenez), la palla arriva a Kroos, Oblak fa un miracolo ma nulla puo’ sul tap-in di Isco, che spezza i sogni dell’Atletico mentre il Real, dopo uno spavento grosso cosi’, inizia a preparare i biglietti per Cardiff. A Simeone servirebbero di nuovo tre gol e ha solo il secondo a disposizione. Intanto, per il primo tentativo di Ronaldo, sono serviti 48′: la sua punizione, respinta da Oblak, inaugura di fatto la ripresa. L’Atletico ha perso mordente, il Real controlla con calma. Dentro Thomas e Gameiro per l’impresa sempre piu’ disperata, ma Ronaldo non va lontano dal 2-2 (58′). Improvvise fiammate dell’Atletico: Keylor Navas sbarra la strada a Carrasco e Gameiro (dopo un’indecisione di Danilo), e a Griezmann (girata mancina). Benzema cerca la soddisfazione personale prima di lasciare il campo ad Asensio, l’ingresso di Correa costringe Navas ad altri interventi decisivi. Ma non cambiano risultato ne’ tantomeno esito della semifinale, nonostante un improvviso temporale. In fondo arriva Zidane, due finali in due anni: al Millennium Stadium gli tocchera’ la ‘sua’ Juve come rivale. Sara’ una grande notte. (ITALPRESS)
