Caso plusvalenze, le operazioni ‘scagionate’ e quelle gonfiate: 3 club rischiano grosso, avrebbero ottenuto benefici per l’iscrizione ai campionati

I nuovi dettagli sullo scandalo plusvalenze che ha colpito il calcio italiano, la relazione dei procuratori federali

Il calcio deve fare i conti con una situazione difficile dal punto di vista economico, la crisi si è accentuata con lo scoppio della pandemia. Alcuni club non avrebbero rispettato i parametri del fair play finanziario, ben 30 squadre in Europa. Tra queste anche tre italiane: Inter, Milan e Roma con la Juventus in una situazione limite. Una condizione calda per il calcio italiano è quella che riguarda le plusvalenze, alcuni club sono finiti sotto indagine per le operazioni di mercato svolte nelle ultime stagioni, sarebbe stato gonfiato il valore economico di alcuni calciatori per sistemare i bilanci.

Sono 62 le operazioni sospette, ma 11 sono state scagionate: in particolare modo si tratta di Pjanic, Arthur, Cancelo e Danilo, secondo la Gazzetta dello Sport sulle altre vengono confermate le distanze fra iscrizione a bilancio e valutazione oggettiva, da Rovella a Portanova, da Audero a Osimhen.

Pjanic
Foto di Sedat Suna / Ansa

Nella relazione è specificato che “in alcuni casi tali benefici hanno anche consentito di ottenere la licenza nazionale in assenza di requisiti normativi”, si tratta di un passaggio che peggiora la situazione delle squadre coinvolte. Nei casi di Pescara, Pisa e Parma viene citata l’”assenza di requisiti per l’iscrizione al campionato 2020-2021“, circostanza che non si verifica per le altre società Juventus, Sampdoria, Genoa, Napoli, Empoli, Pro Vercelli, Novara e Chievo. La violazione per il conseguimento di un requisito per l’iscrizione sarebbe molto più grave. Se si accertasse che la violazione è stata funzionale all’iscrizione al campionato, le società rischierebbero la retrocessione o l’esclusione dal campionato.

Al momento non sono arrivati i deferimenti e si è discusso molto sulla reale valutazione dei calciatori. Secondo la relazione Rovella, passato dalla Juventus al Genoa, non valeva 18 milioni ma 6, Moreno Taboada, dalla Juve al Manchester City, e Portanova dalla Juve al Genoa, 2 e non 10. Poi Audero, 13 e non 20, Palmieri 100mila euro e non 7 milioni nell’operazione tra Napoli e Lille. L’indagine è ancora nella fase iniziale e potrebbe portare sorprese anche nella composizione dei campionati.