Gara tesa, senza esclusione di colpi, risolta da un acuto di Paulo Dybala che ha regalato l’undicesima vittoria consecutiva alla Juventus di Massimiliano Allegri.

Il Napoli rimane a distanza di sicurezza, la Roma invece affonda, impigliata in una crisi di risultati da cui stenta a venir fuori. La tensione si avverte, è palpabile in tutti i giocatori romanisti, soprattutto nei più rappresentativi, uno su tutti Daniele De Rossi. Il centrocampista giallorosso, impiegato da Spalletti allo Stadium come centrale nella difesa a tre, lascia trasparire il suo nervosismo fin dai primi minuti di gioco quando, per un pestone a palla lontana su Mandzukic, si guadagna il richiamo di Banti e il conseguente cartellino giallo. Da quel momento in poi, si apre il duello tra il capitano della Roma e il gigante croato, guardatisi in cagnesco per tutto l’arco del match.

Tensione alle stelle intorno al trentesimo minuto del primo tempo, Mandzukic si lamenta per un mancato fischio dell’arbitro, De Rossi si volta verso l’attaccante bianconero e sibila: “stai muto zingaro di merda“. Il labiale non è chiarissimo ma lascia intendere molto, la sfida continua e i colpi proibiti continuano fino al novantesimo. Nel dopo gara scoppia il caso, e lo stesso Spalletti interviene sull’accaduto, difendendo il proprio giocatore: “lo juventino ha preso per il culo tutti per dieci minuti e nessuno gli ha detto niente, De Rossi ha risposto al suo avversario. Gli insegnerò a mettere la mano davanti alla bocca quando parla”. Adesso la palla passa alla procura federale, De Rossi rischia e il caso monta: dopo Sarri-Mancini ecco servito il nuovo polverone in salsa italiana.

