Calcio: Malagò tra pensieri sulla Nazionale, Campionato e Mondiali 2026

Così il presidente della Figc Giovanni Malagò, al microfono di Radio Anch'io Sport

“Paolo Maldini ha le competenze, la storia, le skills da profilo ideale per il ruolo da direttore tecnico, non solo per la carriera a da giocatore ma anche da dirigente. Ma le persone che hanno ruoli di responsabilità e che devono decidere e fare valutazioni hanno anche un piano B, spesso anche un piano C. Sono molto molto sereno. Mi sono dato massimo questa settimana per tirare tutte le somme”. Così il presidente della Figc Giovanni Malagò, al microfono di Radio Anch’io Sport.

Maldini sta prendendo tempo, c’è una scadenza? “Bisogna sapere tutti i particolari della questione. Anch’io inizialmente avevo detto no alla chiamata della Nazionale, per poi alla fine candidarmi. Bisogna anche vedere se, prima di queste proposte, aveva già degli impegni. Credo che questo debba essere interpretato come motivo di serietà e non come una cosa non positiva”,sottolinea il numero uno del calcio italiano che parla anche del prossimo ct. “Continuo a sostenere l’unica verità: non ho parlato con nessun allenatore, non ho chiamato nessuno. Sarebbe in contraddizione con quello che mi sono riproposto, cioè decidere l’allenatore insieme al direttore tecnico. Credo che per qualche ora e per qualche giorno bisogna avere un po’ di pazienza”.

“Stavo mangiando, a un certo punto mi sono arrivati 18 messaggi di uffici stampa, giornalisti, dirigenti che mi segnalavano questa strana storia. Onestamente mi è sembrata davvero un’assurdità”. Il presidente del Coni Giovanni Malagòsi esprime così sulla sospensione della squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti Folarin Balogun.

“Sono andato a guardare questo articolo 27 del codice disciplinare Fifa -prosegue Malagò al microfono di Radio Anch’io Sport – Chiariamolo subito: non è replicabile ai vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l’Armageddon. C’è stato il precedente con Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L’altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore politico, l’ha riportato il New York Times. Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Sono fautore di questo Mondiale, in cui gli stadi sono pieni, c’è una festa delle tifoserie. Ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è la base del calcio”.

Cosa può fare la politica per aiutare il mondo del calcio? “Molto, moltissimo. Ci sono provvedimenti che passano da attività interne, endofederali. Altri, invece, come gli sgravi fiscali, gli introiti supplementari con le scommesse generate dal mondo del calcio su cui ci sono emendamenti in pista, una serie di opportunità per il tanto amato e desiderato supporto per il settore giovanile in cui si può accelerare con il supporto della politica. La legislatura sportiva può durare due anni, è una lotta contro il tempo, io sono entrato a metà mandato con un consiglio federale praticamente inalterato. La legislatura politica, nella migliore delle ipotesi, arriva a settembre-ottobre 2027. I tempi sono strettissimi”. Così il presidente della Figc Giovanni Malagò, al microfono di Radio Anch’io Sport. ”

La Serie A può dare un aiuto, magari cercando uno sponsor, per l’ingaggio del prossimo ct? “Sì e no. Innanzitutto è molto importante questa disponibilità delle società di aiutare eventualmente al supporto dell’ingaggio di un allenatore di un certo tipo di consistenza. Quello che è ancora più bella è la piena disponibilità da parte delle società di Serie A di venire incontro alle esigenze della Nazionale: ritiro, stage, utilizzo di giocatori in determinate finestre. Tema importante, ma non ci ci fossilizziamo su quanto potrà costare il nuovo tecnico”, aggiunge il nunero uno del calcio italiano che chiude parlando della litigiosità tra Lega Serie A e Figc. che lui auspica sia finita. “Questa volta perché dovrebbe andare bene? Perché le società di Serie A si sono rese conto che siamo arrivati a grattare il fondo del barile. E poi la mia sfida storica è sempre stata quella di cercare di mettere d’accordo le persone”.