“Ieri abbiamo visto 4 squadre e il Milan è quella che ha fatto più fatica. Ha giocato peggio, primo tempo rinunciatario, senza una visione di gioco e poi si è trovata in vantaggio con l’unica occasione creata sugli sviluppi di calcio d’angolo. Sembra una squadra che va per tentativi. La cosa che più mi meraviglia è che i due attaccanti giocano solo in fase di possesso, senza palla non giocano. Sono passivi nella maniera più assoluta. Mi è piaciuta invece la Roma: ha creato tantissimo, poteva chiudere il primo tempo in vantaggio di due-tre gol. Su Juve-Napoli, la squadra di Spalletti mi è sembrata equilibrata e molto determinata, mentre al Napoli è mancato qualche giocatore, ha una rosa limitata in questo frangente. Per Conte è il momento più difficile: la squadra ha un gioco e una mentalità, dà tutto, ma senza sostituti è complicato”. Lo dice Fabio Capello, ex allenatore di Milan, Roma e Juventus, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, sui due big match di ieri sera, Juve-Napoli e Roma-Milan.
Occasione persa Milan? “Direi di sì, è stato un Milan senza personalità, troppo passivo. Senza carattere, mi sembra difficile raggiungere l’Inter, che invece viaggia con una personalità unica. Fa bene Allegri a guardare al quarto posto come obiettivo minimo. Il Milan mi aveva dato l’illusione di aver raggiunto un livello di gioco che ieri però ha perso completamente”.
Tra due mesi l’Italia di Gattuso ai playoff, Pio Esposito può essere l’uomo nuovo? “Pio Esposito è un giocatore di qualità. Non ha grande velocità di gioco come sprint e profondità, ma ha una visione di gioco veramente eccelsa. Deve migliorare davanti alla porta, non con la testa ma quando calcia. Può far parte della Nazionale”. Lo dice Fabio Capello, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. “Ricordiamoci sempre che l’azzurro è un salto molto importante. Ho visto giocatori bravi nel proprio club, come Roberto Mancini, che però poi in Nazionale non ha mai fatto la differenza. La cosa più difficile per Gattuso, comunque, non è l’attacco, ma la parte difensiva. In Italia non ci sono grandi difensori italiani”.

