
Juventus, parla Buffon – Gigi Buffon è un campione enorme, secondo molti (noi in testa) il miglior portiere della storia del calcio. Fenomeno in campo, altrettanto fuori: da sempre il primo ad andare ad abbracciare compagni e avversari al termine della gara, uno che in tutta la sua lunghissima e straordinaria carriera ha sempre messo la faccia in tutto. Le dichiarazioni rilasciate quest’oggi dal portiere della Juventus alla Gazzetta dello Sport, però, non ci trovano del tutto d’accordo.

Juventus, parla Buffon – “Contro il Napoli l’atteggiamento è stato giusto, di chi non ci stava a perdere, imprescindibile. La cosa, però, in passato è un po’ mancata. Quando vedo che facciamo gol e vedo 18 giocatori avversari andare a protestare e da noi non va nessuno, beh, la cosa mi fa un po’ incavolare. Mi fa molto piacere l’educazione dei miei compagni, ed è anche la mia, però è anche un qualcosa che da un altro punto di vista accetto meno volentieri. Sempre con rispetto ed educazione, ma farsi sentire ogni tanto”.

Juventus, parla Buffon – In passato, infatti, una delle critiche che gli addetti ai lavori hanno più spesso rivolto alla Juventus (specialmente a quella di Conte) è stata proprio quella di ‘accerchiare’ troppo spesso l’arbitro. Lo scorso anno il caso Bonucci-Rizzoli fece discutere molto e per lungo tempo. Critiche di cui oggi facciamo volentieri a meno. Farsi sentire sì, ma nel calcio dei sogni non c’è spazio per polemiche e contestazioni. Meglio un calcio ad pallone.
