Lascia il calcio per salvare sua madre, malata di leucemia: l’attaccante Borja Navarro dona il midollo [FOTO e VIDEO]

La storia di Borja Navarro, l'attaccante che ha deciso di lasciare il mondo del calcio dopo la malattia della madre

Un calciatore viene spesso giudicato per le sue capacità in campo, ma non sempre viene considerato per il suo aspetto umano. Anche i giocatori hanno una vita privata e spesso si scontrano con problemi anche seri. E’ il caso di Borja Navarro, ex calciatore del Caudal. La sua storia personale non è passata inosservata e, in poco tempo, ha fatto il giro del web. Lo scorso settembre è arrivata una notizia che ha sconvolto la sua vita: la madre è stata colpita da leucemia. La notizia gli è stata comunicata dalla moglie: “ho iniziato a piangere ed ero completamente scioccato. Non dimenticherò mai quella scena. Mi ha detto che a mia madre era stata diagnosticata la leucemia”, racconta il calciatore a Marca.

Chi è Borja Navarro

Borja Navarro è un ex calciatore spagnolo, classe 1990 che ha deciso di appendere la scarpe al chiodo a causa di alcuni problemi personali. Era una prima punta forte fisicamente, autore di qualche gol nel corso degli ultimi anni. La sua carriera è iniziata dallo Sporting B, poi tante esperienze sempre in Spagna: Lemona, CD Guijuelo, Albacete, SD Compostela. Poi l’avventura in Thailandia con la maglia Chiangmai FC, l’ultima stagione è stata con la casacca del Caudal. Poi il problema della madre che ha obbligato il calciatore a prendere la decisione di lasciare il calcio. “All’inizio ho cercato di essere calmo perché è vero che tu sai cos’è la leucemia, ma non sai molto bene cosa c’è dietro. Ho parlato con i miei genitori e, anche se non lo ero, ho cercato di trasmettere loro che ero calmo per non preoccuparli”.

“Lo stesso giorno l’hanno portata in ospedale e il giorno dopo ha iniziato la chemio. L’inizio di quel processo è stato molto difficile”. Lo stesso calciatore ha donato il midollo osseo alla madre: “la prima cosa che si fa in questi casi, quando è già noto che è necessario un trapianto dopo diversi cicli di chemio, è cercare un donatore il più compatibile possibile. Mia madre ne aveva uno in Italia, ma alla fine non è riuscita a portarlo a termine a causa di alcuni problemi sorti. Ed è per questo che mi sono offerto, perché sono il figlio più piccolo e quello più vicino”.

Poi la decisione di lasciare il calcio: “è vero che la decisione, che è stata molto complicata dopo tanti anni, non la attribuisco solo al caso di mia madre. Ma è anche vero che se questa non fosse successo non mi sarei ancora ritirato. Quest’anno non mi sentivo fisicamente come volevo, probabilmente a causa di questo problema. Il calcio dovrebbe aiutarti a staccare e stare bene e per me era un peso in più”.