
Milan, che schiaffo a Berlusconi – “Sono stato costretto a lasciare per pagamenti in nero e quattro mesi di arretrati di Irpef. Altre società non la pagavano da anni, ma hanno voluto colpire me per consegnare il Milan a Berlusconi, che così l’ha avuto senza versare nulla. Se mi avesse dato almeno venti euro, non avrei mai potuto dire che non avevo preso niente. Invece, dopo la beffa, ho subito anche il danno perché per un anno e mezzo ho dovuto essere reperibile in certi orari. Una volta sono venuti i carabinieri a svegliarmi alle tre di notte, per controllare se ero in casa”, dichiarazioni forti, firmate Giussy Farina.

Milan, che schiaffo a Berlusconi – L’ex presidente del Milan, oggi 83enne, si racconta alla Gazzetta dello Sport: “Se ho più visto e sentito Berlusconi? Mai più. È sparito nella notte dei tempi, come Galliani, ma non mi sono mancati. Mi piacerebbe, invece, rivedere Silvano Ramaccioni, un gran signore. Berlusconi ha fatto grande il Milan con i giocatori che gli ho lasciato io. Un giorno, a Lugano, incontrai casualmente Mantovani, il presidente della Sampdoria, che mi diede un assegno in bianco per prendere Baresi, lo giuro sulla testa dei miei 7 figli, 12 nipoti e 5 bisnipoti. Gli dissi di no, senza pensarci un secondo”.

Milan, che schiaffo a Berlusconi – Farina lancia poi una stoccata clamorosa a Berlusconi: “Closing? Non si capisce e non so se la colpa è dei cinesi o di Berlusconi. Ma poi chi sono questi cinesi? Non ce l’ho con i cinesi perché non sono razzista. Faccio soltanto un discorso generale. La mia coscienza non mi permetterebbe di trattare con chi non rappresenta in qualche modo l’identità di una squadra, che dovrebbe rimanere legata alla città e ai suoi tifosi. Così, invece, si tradiscono le tradizioni, la storia e l’ambiente. Se saltasse la trattativa con i cinesi cosa consiglierei a Berlusconi? Di telefonarmi. Gli darei 5 euro di acconto e poi qualche italiano glielo troverei io. Altro che closing coi cinesi…”
