Dal Milan all’Italia, Mastella ne ha per tutti: “i rossoneri stanno a zero. Nazionale? Peggio del Benevento”

Nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Clemente Mastella ha parlato del Benevento soffermandosi anche su Milan e Nazionale

Joao Mario
LaPresse/Gerardo Cafaro

Non è una situazione facile quella del Benevento, ultimo in serie A a zero punti e un Milan affamato da affrontare. Peggior squadra d’Europa, record negativi in serie e una luce in fondo al tunnel che stenta a vedersi, la squadra di De Zerbi è lontana dalla salvezza, ma la speranza è l’ultima a morire. Lo sa bene il sindaco Mastella, intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport per analizzare la situazione della squadra:

“Momento calcisticamente drammatico. Il sogno della A si è realizzato all’improvviso, ci sono limiti oggettivi. Siamo stati sfortunati, l’infortunio di Ciciretti e il caso Lucioni ci hanno condizionato. Abbiamo perso uomini importanti, per esempio un portiere come Cragno. Speriamo in Armenteros, discreto attaccante. Col cuore dico che la salvezza è possibile, con la logica no. La matematica ci potrebbe ancora dare ragione, se cambiassimo mentalità: abbiamo sprecato troppi punti negli ultimi minuti. Sarebbe bastato stare più attenti, tenere la palla nei nostri piedi, anziché regalarla agli avversari. Per replicare l’impresa del Crotone servirà un filotto di vittorie, ma un pari col Milan può portare fiducia a un ambiente in difficoltà emotiva. Il Milan? Non è a zero punti, ma sta a zero a rispetto alle sue ambizioni. Hanno speso centinaia di milioni. Gattuso l’ho apprezzato molto come giocatore. E’ partito da una regione difficile del Sud, qual è la Calabria. Si è imposto a Milano. Non aveva i piedi di Maradona, ma in campo ha saputo rendersi indispensabile. Apparteneva alla stirpe dei Tagnin e dei Trapattoni, grandi mediani d’Italia. Strattonava allenatori, aveva personalità. Oggi però spero che il suo Milan si incarti e che finisca almeno 0-0”.

Mastella passa poi ad analizzare la disfatta dell’Italia, incapace di qualificarsi ai prossimi Mondiali di Russia 2018:

“Peggio del Benevento ha fatto la Nazionale. Noi, per il nostro record negativo, facciamo parlare l’Europa; l’Italia con l’eliminazione ha fatto parlare il mondo. Non ci sono più i fuoriclasse, dove sono i numeri dieci? L’unico che aveva qualità ed estro era Insigne, lo ha detto anche il mio amico Totti. Contro la Svezia doveva giocare dall’inizio, ma non è stato così e questa è una colpa dell’allenatore o di chi ha deciso al posto suo. L’ultimo nostro grande calciatore è Buffon. Il Napoli? Se fossimo a tre giornate dalla fine quella con la Juventus sarebbe una sconfitta decisiva, ma l’epilogo è lontano. Venerdì ho visto un Napoli lento. Resto convinto che possa essere l’anno buono per lo scudetto, a patto che si facciano delle operazioni sul mercato di gennaio. I giocatori sono contati”.