Belgio, generazione d’oro ma perdente: secondo appuntamento mancato dopo Euro2016, le chance adesso sono solo 3

Belgio fuori dai Mondiali di Russia 2018, la generazione d'oro dei vari Hazard, Lukaku e De Bruyne manca il secondo appuntamento dopo Euro 2016: il tempo scorre e le chance di fare la storia diminuiscono

La prima delle due semifinali dei Mondiali di Russia 2018 ha dato il suo verdetto: la Francia batte il Belgio e stacca il primo pass per la finale. Se da una parte i Bleus coccolano i loro baby talenti e accarezza il sogno di fare la storia, dall’altra le giovani stelle del Belgio tornano a casa consapevoli di aver mancato il secondo grande appuntamento per fare la storia. Dopo l’eliminazione clamorosa ad Euro2016, arrivata per mano del Galles, il Belgio aveva l’obbligo di recitare un ruolo da protagonista ai Mondiali. Il ct Martinez ha a disposizione grandi talenti, frutto di una generazione d’oro. I vari Lukaku (25), Hazard (27), De Bruyne (27), Courtois (26) sono tutti nel loro prime, all’apice della loro carriera e fin qui hanno raccolto un ottimo risultato con la semifinale mondiale, ma che non può bastare ad una squadra ricca di campioni in ogni reparto, che può permettersi il lusso di lasciare a casa addirittura Nainggolan.  Questo doveva essere il loro Mondiale: fuori nazionali storiche del calibro di Germania, Spagna e Argentina; Italia nemmeno qualificata; Brasile sconfitto ai quarti; in finale un’outsider come la Croazia o l’Inghilterra già battuta nel girone. L’eliminazione sa di occasione persa. Probabilmente ai prossimi Mondiali (2022) non ci saranno Kompany, Fellaini, Mertens e forse anche Vertonghen, tutti ampiamente over 30. Qualche titolare come Witsel potrebbe esser retrocesso al ruolo di riserva. La carta d’identità regala ancora qualche chance ai più giovani top player, preisamente 3: gli Europei del 2020 e del 2024 e i già citati Mondiali del 2022. Le possibilità di entrare nella storia del Belgio e del calcio mondiale si assottigliano. Finire nel dimenticatoio della mediocrità insieme a tutti gli altri oppure essere ricordati per esempre, il confine è labile: di mezzo c’è ‘solo’ un trofeo.