
In una recente intervista rilasciata a ‘Repubblica‘, l’ex allenatore dei rosanero ha parlato del suo rapporto con i vari presidenti avuti nel corso della propria carriera, sottolineando l’invadenza di alcuni di loro. “Certi presidenti ti sgretolano il cervello – è il pensiero di Ballardini – il nostro calcio non si basa più su competenza e separazione dei ruoli ma sul profitto e sul mercanteggiare. Così il mestiere di allenatore è sminuito. Io li ascolto tutti, i presidenti, e questa forse nel tempo è risultata una debolezza. Dopo un po’ ti abitui. Cellino mi chiamava anche alle tre di notte per la formazione a volte anche con buone intuizioni. Io spegnevo il telefono e lui chiamava il mio vice. Zamparini invece ti fa arrivare in settimana il suo ragionamento con modulo e uomini. Lotito non s’intrometteva mai ma alla Lazio mi aveva messo fuori squadra Pandev e Ledesma“.

