Andrea Pirlo non sarà il nuovo ct della Nazionale, sito di scommesse russo Fonbet oscurato da Adm

Sono in corso ricerche e approfondimenti più dettagliati per ricostruire la portata del rapporto tra Pirlo e Fonbet

Secondo quanto appreso da Agimeg, sono in corso ricerche e approfondimenti più dettagliati per ricostruire la portata del rapporto tra Pirlo e Fonbet e verificare in quale misura l’ex calciatore abbia promosso il marchio e le sue attività. Gli accertamenti riguarderebbero in particolare contenuti pubblicitari, apparizioni pubbliche, iniziative sui social network e campagne potenzialmente visibili o rivolte anche agli utenti italiani. Un elemento decisivo sarà stabilire se l’attività dell’ex campione del mondo sia rimasta circoscritta ai mercati esteri oppure abbia contribuito alla promozione in Italia di una piattaforma priva della necessaria concessione Adm. Qualora dagli approfondimenti emergessero attività promozionali rilevanti sul territorio nazionale, potrebbe scattare anche una denuncia nei confronti di Andrea Pirlo. Al momento si tratta di verifiche ancora in corso e non risulta formalizzata alcuna contestazione a carico dell’ex calciatore.

Il rapporto con Fonbet aveva già provocato forti reazioni lo scorso maggio, quando Pirlo aveva partecipato al Football Day di Mosca, evento organizzato dal bookmaker allo stadio Luzhniki. La sua presenza in Russia aveva alimentato critiche soprattutto in Ucraina, anche per la concomitanza con una delle offensive militari contro Kiev. Pirlo aveva respinto ogni interpretazione politica della partecipazione, sostenendo che la visita fosse legata esclusivamente allo sport e all’incontro con i tifosi. Le polemiche sono tornate d’attualità con l’ipotesi di una sua nomina alla guida della Nazionale. Diversi esponenti politici hanno sollevato dubbi sull’opportunità di affidare un incarico di rappresentanza nazionale a una personalità legata commercialmente a un operatore russo di scommesse.

L’oscuramento disposto dall’ADM aggiunge ora un elemento ulteriore e particolarmente delicato: Fonbet non è autorizzata a raccogliere gioco in Italia e il suo dominio principale, nonostante l’inibizione prevista da oggi, reindirizza già gli utenti verso un nuovo indirizzo internet. La vicenda potrebbe quindi spostarsi rapidamente dal terreno politico e sportivo a quello amministrativo e giudiziario.

L’ex centrocampista di Milan e Juventus si esprime dal proprio profilo Instagram dopo la bufera legata ai suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. La nomina di Pirlo, caldeggiata da Paolo Maldini e Leonardo, non si concretizzerà.

“Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doversoso chiarire alcuni aspetti”, si legge nella prima storia pubblicata oggi su Instagram. L’ex centrocampista aveva già rotto in parte il silenzio nelle ore scorse.

“Negli ultimi giorni ho assistito con amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario tecnico della Nazionale italiana – si legge – Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.

“Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato – scrive ancora Pirlo – Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.