Spesso si sente fare la simpatica analogie nella quale un allenatore di una squadra di calcio è paragonato ad un manager di un’azienda. E se ci pensate, in fondo in fondo, le due figure non sono poi così tanto lontane. L’allenatore ha degli obiettivi da raggiungere, deve gestire delle risorse umane (i giocatori), deve far fruttare al meglio il lavoro dei suoi ‘dipendenti‘, confermare o migliorare i ‘bilanci‘ della stagione passata, studiare le tattiche migliori per competere con altre società e soprattutto… fare risultato! Un lavoro che presuppone diverse qualità importanti, ma anche grandi responsabilità. La figura dell’allenatore è sempre sotto pressione: osannato nelle vittorie, primo capro espiatorio nelle sconfitte. Lo stress che si accumula è immenso e a volte può capitare di scoppiare! La storia del calcio è piane di episodi clamorosi legati ai tecnici: dal dito negli occhi di Mourinho a Villanova, passando per la scazzottata tra Delio Rossi e Ljaijc e la celebre corsa a perdifiato di Mazzone sotto la curva del Brescia. Ma cosa potrebbe mai accadere se gli allenatori perdessero la testa in… ufficio? Date uno sguardo alla gallery presente in cima all’articolo, nata dal genio di Emanuel Wiemans per ‘Viking‘, e lo scoprirete!








