Si è tenuta ieri la conferenza stampa con la quale Aguero, in lacrime, ha annunciato il suo ritiro dal calcio. Il calciatore argentino ha deciso di rinunciare alla sua grande passione, e alla sua professione, per dei problemi cardiaci emersi negli ultimi mesi.
Era il 30 ottobre quando Aguero fu costretto a lasciare il campo da gioco nella sfida contro l’Alaves per un malore e da quel momento in poi il calciatore si è sottoposto ad esami e accertamenti a seguito dei quali ha deciso di appendere le scarpette al chiodo.
Ai microfoni di Marca, Roberto Peidro, cardiologo di Aguero, ha spiegato meglio nel dettaglio la situazione del 33enne: “quello che è stato fatto con un catetere è stato bruciare quella zona dove sono uscite le aritmie. Crediamo che funzionerà molto bene e risolverà il problema, ma il nostro consiglio è di non fare sport ad alte prestazioni che comportano un grado significativo di sforzo fisico e stress mentale per diverse ore al giorno“, ha affermato.
“Abbiamo eliminato quell’aritmia ma non c’entra niente ed è molto meno benigna“, ha aggiunto riferendosi al problema avuto da Aguero nel 2004. “Molto probabilmente, la piccola cicatrice trovata è prodotta da un virus di cui ha sofferto ad un certo punto della sua vita e che non è mai stato rilevato, ma non ha nulla a che fare con il Coronavirus o con il vaccino stesso“, ha aggiunto Peidro.
“Ero molto in ansia e quando ho visto i risultati del test, la prima cosa che ho detto è stata: ‘Se tu fossi mio figlio io ti consiglierei di andare in questo modo. Probabilmente potrei continuare a giocare e le aritmie potrebbero non ripresentarsi mai più, ma non possiamo esserne sicuri“, ha concluso.
