Agnelli all’assemblea degli azionisti: “ho fiducia in Allegri e nei calciatori. Ronaldo? La Juve viene prima di tutti”

Assemblea degli azionisti in casa Juventus, sono arrivate interessanti indicazioni dal presidente Andrea Agnelli

Non è un momento entusiasmante per la Juventus, dentro e fuori dal campo. La squadra di Massimiliano Allegri è reduce dalla pesantissima sconfitta contro il Sassuolo, il ko rischia di compromettere la corsa verso le zone altissime della classifica. Gli ultimi mesi non sono stati positivi dal punto di vista economico, la pandemia da Coronavirus ha peggiorato una situazione già delicata.

E’ andata in scena l’assemblea, chiamata ad approvare il bilancio con una perdita di 210 milioni e l’aumento di capitale da 400 milioni: si è svolta all’aperto, all’Allianz Stadium. La Juventus è l’unica tra le società quotate in borsa ad aver previsto la presenza degli azionisti.

Le parole di Agnelli

Agnelli, Nedved e Paratici
Foto di Maurizio Brambatti / Ansa

L’Assemblea si è aperta con un minuto di raccoglimento per Giampiero Boniperti, scomparso lo scorso 18 giugno. Poi ha parlato Agnelli. “Essere rispettosi verso gli Azionisti è un segno distintivo di questa società. Oggi approveremo il bilancio al 30 giugno 2021 e ed eleggeremo il nuovo Consiglio di Amministrazione. E’ giusto raccontarvi che cosa ha fatto la Juventus e che cosa farà. Innanzitutto è importante avere un quadro della situazione economica globale del calcio. Le previsioni parlavano di una crescita enorme, distaccata dalla situazione mondiale. Parallelamente, abbiamo assistito a una grande inflazione del mercato dei giocatori. Tutto questo porta a una riflessione: si trattava di investimenti con aspettative di ritorni successivi. In questo contesto è corretto analizzare che cosa ha fatto la Juventus in questi anni”. 

“Nel ciclo 2014-2018 il nostro fatturato è stato costantemente sopra i 400 milioni. Per questo motivo era arrivato il momento di investire, per pensare in grande. Poi è arrivato il Covid, che ha colpito tutti, e il mondo si è fermato. Nella mia gioventù, la parola quarantena non esisteva. Il mondo è cambiato nelle nostre abitudini, ci siamo vaccinati, perché credo che sia la cosa giusta da fare, per noi e per le persone più fragili. Il mondo del calcio ha affrontato una situazione mai vista, con tamponi costanti, bolle, ed è stato un periodo irreale, che ha comportato poi una serie di crisi, soprattutto economiche. Uno dei principali cambiamenti nel mondo del calcio è stato il totale ridimensionamento del mercato dei trasferimenti dei calciatori”.

Sulle riforme del calcio: “trovo incredibile che ogni tentativo di riformare l’industria del calcio venga sempre accantonato, perché gli interlocutori e gli attori sono disomogenei fra di loro. La governance attuale non permette a nessuno di assumere una leadership”.

Sulla Superlega: “la nascita della Superlega è stata la constatazione, da parte non di 3 ma di 12 club, del fatto che l’impalcatura su cui si regge il calcio rifiuta ogni cambiamento, per mantenere una classe politica che non rischia, non compete, ma vuole decidere e incassare. Non mi voglio arrendere e non mi arrenderò: il sistema ha bisogno di un cambiamento e la Juventus ne vuole essere parte”. 

Sulla prima squadra: “i risultati della Prima Squadra maschile sono stati incredibili ma nessuno si aspetta gratitudine e appagamento, perché siamo juventini. Penso però che sia importante avere fiducia nella dirigenza e nella guida tecnica della squadra”. 

“Ho fiducia nel gruppo dirigente, in Allegri e nei calciatori. E’ stato un onore avere con noi CR7, ma la Juve viene prima di tutti”.