
“Nel mio primo discorso ho usato la parola vincere cinque volte, in un discorso di tre minuti. Chi sta alla Juventus deve solo pensare a vincere”. A distanza di anni il pensiero di Andrea Agnelli è sempre lo stesso. Anzi, se possibile si è anche rafforzato. Il Presidente bianconero è stato ospite negli studi di Sky Sport per un evento chiamato #AgnelliRisponde, in cui appunto ha risposto alle domande poste dagli (illustri) ospiti. Il ritratto che emerge è di un Agnelli con le idee sempre più chiare. “Possiamo diventare i più forti d’Europa tra 5-6 anni e per farlo per noi è fondamentale avere una base solida di calciatori italiani: loro sono il termometro della società, percepiscono l’umore dei tifosi e fanno capire a tutti gli altri cosa significa essere alla Juventus”.

Agnelli spiega poi il metodo Juventus: “quello che noi abbiamo è un metodo che è sicuramente molto sano, il processo di decisione della creazione della rosa è un momento di confronto tra l’allenatore, Marotta, Paratici e Nedved, a cui io partecipo per passione e per capire le dinamiche, ma le scelte sono di quel gruppo che è la componente tecnica e sportiva, alla quale io do degli obiettivi come società. Loro sanno quali sono gli obiettivi, gli investimenti in termini economici che possono realizzare, loro sanno il limite della retribuzione del personale tesserato e dello staff tecnico, all’interno di questa capacità di fuoco possono muoversi”.

Dall’Agnelli presidente all’Agnelli tifoso: “da due ore prima della partita nessuno mi rivolge la parola, guardo la gara e in base al risultato c’è ancora una o due ore in cui nessuno può parlarmi, dopodiché non torna a pensare la testa del tifoso, ma quella del dirigente che ha la responsabilità dello sviluppo e della crescita della società. Il mio giocatore preferito? Montero, Pablo è il numero uno”.

